Segnaliamo un interessante workshop organizzato dall’Università di Milano Bicocca – cattedra di ‘Teoria e tecnica dei Nuovi Media e Tecnologie Didattiche’ e ‘Filosofia del diritto e Informatica giuridica’.
Scarica la locandina.
Tra i tanti interventi da non perdere anche quello di Luciano Barrilà, per Fai un salto: “Anche i librai fanno surf. Esercizi preparatori per affrontare l’onda digitale“.
Vi aspettiamo!
I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.
Ecco un estratto:
600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 10.000 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 17 years to get that many views.
Questa settimana pubblichiamo la sintesi dell’intervento di Giovanni Campagnoli della cooperativa sociale Vedogiovane (Arona e Borgomanero – NO), che ha contribuito ad animare (a distanza) la sessione di Fai un salto al X Workshop sull’Impresa sociale.
Vedogiovane, da qualche anno, ha investito risorse in strumenti e formazione per implementare un programma di sviluppo di un nuovo tipo di presenza e di identità sul web.
Il progetto
“La nostra scelta è stata quella di investire, come marketing istituzionale dell’organizzazione, su un nuovo sito, http://www.vedogiovane.it, facendone anche uno strumento di marketing operativo di prodotto, sia per Vedogiovane che per le reti nazionali di cui Vedogiovane fa parte (Associanimazione e Politichegiovanili.it). Per gestire tutto questo abbiamo creato internamente una figura di social media manager”.
Punti di partenza
“Siamo partiti da una ricerca sul web: per tre mesi abbiamo monitorato i siti web di dieci organizzazioni sociali di diverse regioni d’Italia, comparabili per dimensioni con Vedogiovane, e di due Consorzi sociali”.
Esiti
E’ emerso che le organizzazioni no profit coinvolte:
Nel frattempo..
“Le aziende del mondo profit stanno già beneficiando dei vantaggi che tali strumenti possono portare, mentre il no profit comincia a capirne l’utilità solo in tempi recenti“.
Prospettive
Pur non essendovi ancora molti studi aziendali in grado di misurare il ritorno “sull’investimento digitale”, crediamo che questo ambito darà risultati economici crescenti nel tempo, soprattutto laddove le cooperative sociali si sposteranno su prodotti a domanda individuale.
Strumenti e competenze
“Per occuparsi di questi aspetti, sono necessari strumenti e professionalità specifiche, condizioni indispensabili per ottenere risultati positivi e non disperdere risorse. Probabilmente, così come avviene nel profit, anche nel Terzo settore e nella PA, sarà auspicabile fare ricorso al ‘Social Media Manager‘”;
Social Media Manager
“Una figura professionale che si occupa di monitorare, pianificare e gestire i profili aziendali sui diversi social network, controllando i contenuti condivisi e le modalità con cui l’azienda si espone su piazze virtuali. Inoltre potrà proporre direttamente azioni promozionali, campagne, gestione di conversazioni, rapporti con la stampa on line, monitoring della web reputation aziendale, pianificazione e messa in atto di iniziative di PR“.
Superare i limiti: il social media manager di rete
Il costo per mantenere una figura professionale di social media manager sembrerebbe essere troppo alto per organizzazioni no profit di dimensioni simili a Vedogiovane.
Per questo si è proposto di “condividere” questa professionalità con altre organizzazioni, dando vita quindi ad un “social media manager” di rete.
Evoluzioni
Vedogiovane ha proposto ad alcune organizzazioni un servizio full optional, in cui personale di Vedogiovane opportunamente formato curi i profili social, controlli conversazioni sul web per fini aziendali, fornisca e pubblichi notizie.
Per Vedogiovane questa è un’area di sviluppo interessante, anche alla luce del fatto che, attualmente, il social media manager è una figura professionale molto richiesta sul mercato e si prevede che questa professionalità sarà tra le più richieste nei prossimi anni. È anche per questo che Vedogiovane sta valutando di far nascere una start-up giovanile altamente specializzata su questo tema.
Di seguito un video d’approfondimento del progetto.
A cura di SIxS (Soluzioni Informatiche per il Sociale)
Business Intelligence è un’espressione coniata nel lontano 1958 da Hans Peter Luhn (ricercatore e inventore tedesco) ma più che mai attuale, soprattutto se parliamo della sua applicazione nell’ambito del non profit.
In letteratura, la business intelligence viene definita come “il processo di trasformazione di dati e informazioni in conoscenza” (fonte: Wikipedia). Si tratta, infatti, di un insieme di concetti e metodologie che gestendo la notevole complessità e quantità di dati, favorisce sia processi decisionali operativi, fornendo informazioni precise, aggiornate e tempestive rispetto al contesto d’interesse, sia processi decisionali strategici attraverso la possibilità di realizzare previsioni, simulazioni, costruzione di ipotesi alternative.
Nello specifico, la Business Intelligence si riferisce a molteplici attività e sistemi informativi mirati a supportare processi di rilevazione, controllo e analisi delle gestioni aziendali attraverso varie soluzioni: reporting e visualizzazioni grafiche, cruscotti, analisi storiche, sistemi di “alert”. La tecnologia che ne traduce l’impiego è caratterizzata fondamentalmente da un Data Warehouse in grado di attingere ed elaborare informazioni da più Database, estrapolandone dati in funzione delle interrogazioni (query) effettuate.
Anche per le Imprese Sociali (Cooperative Sociali, Fondazioni, Associazioni) l’importanza e l’efficacia di una piattaforma di Business Intelligence si rivela,dalla nostra esperienza di assoluto rilievo, uno strumento per certi versi (si potrebbe azzardare) “imprescindibile”. La sua diffusione è ancora limitata nel panorama di queste organizzazioni, ma una volta conosciute le sue potenzialità, la sua capacità di rispondere alle esigenze delle diverse funzioni aziendali (gestione attività, marketing, gestione economico-finanziaria, …..), amministratori e/o imprenditori sociali ne confermano l’interesse e l’utilità.
Riprendendo il concetto di Business Intelligence andiamo a focalizzarne l’obiettivo. Si tratta di uno strumento per rispondere in maniera efficace e innovativa alle esigenze di raccolta e analisi delle informazioni che si intendono valorizzare, offrendo alle figure che ricoprono ruoli decisionali la possibilità di elaborare rapidamente risposte ai loro quesiti, ottimizzando la scelta e l’utilizzo dei dati necessari.
La soluzione proposta da SIxS prevede un Data Warehouse alimentato da sistemi gestionali e/o altre fonti per mezzo di ”traduttori” che utilizzano l’approccio ETL (Extract Transform Load). Si tratta di un sistema integrato accessibile via web per l’analisi dei dati (Business Analytics), la produzione e pubblicazione di report di sintesi (tabelle, grafici, mappe geografiche, Tag-cloud, cruscotti, ecc…), che trasforma i dati dell’impresa in informazioni strutturate, intelligibili, facilmente consultabili e funzionali al controllo direzionale.
È prevista inoltre la possibilità di pubblicare via web informazioni espressamente dedicate agli interlocutori pubblici, semplificando di conseguenza il lavoro di trasmissione, monitoraggio e condivisione dei dati tra ente gestore ed ente committente di servizi e/o progetti.
In definitiva, una suite di Business Intelligence consente di migliorare efficacia ed efficienza, anche di un’impresa sociale, grazie ad una gestione aziendale puntale, ordinata, controllata e alla disponibilità immediata di informazioni altrimenti disperse al proprio interno.
In conclusione, all’interno di un processo operazionale che prevede misurazione, analisi, presa di decisione, azione la Business Intelligence contribuisce in maniera fondamentale alla formulazione delle scelte strategiche dell’impresa attraverso la sua funzione di monitoraggio e analisi gestionale.

Fai un salto sarà a Riva del Garda il 13 e 14 settembre 2012 al X Workshop sull’impresa sociale: Imprenditorialità su misura. Fare di più con meno.
Il programma generale del Workshop è davvero ricco e Fai un salto ha collaborato con IRIS-Network nell’organizzare un Workshop tematico dedicato all’Innovazione digitale per l’imprenditorialità sociale.
Ecco il programma del Workshop tematico (qui potete scaricare il programma generale):
La sessione affronterà tre temi con riferimento alle nuove tecnologie:
La sessione punta a fare interagire tre prospettive:
Oggi non c’è innovazione (culturale, sociale, organizzativa, produttiva…) che non comporti innovazioni tecnologiche e digitali. Possiamo parlarne?
Organizzazioni e imprese sociali sono già nel mezzo di cambiamenti incalzanti e (relativamente) poco tematizzati. In quali campi? Quali precondizioni e quali complessità? Quali strumenti e quali approcci? Quali opportunità si aprono?
Fai un salto sarà a Riva del Garda il 13 e 14 settembre 2012 al X Workshop sull’impresa sociale: Imprenditorialità su misura. Fare di più con meno.
Il programma generale del Workshop è davvero ricco e Fai un salto ha collaborato con IRIS-Network nell’organizzare un Workshop tematico dedicato all’Innovazione digitale per l’imprenditorialità sociale.
Ecco il programma del Workshop tematico (qui potete scaricare il programma generale):
Venerdì 14 settembre 2012, 09:00 – 13:00, Riva del Garda, Trento
Esperienze sul campo e per scompaginare le carte, scuotere le in/certezze, evocare mete raggiungibili, ne discuteremo con un media strategist e un tecnologo digitale.
Oggi non c’è innovazione (culturale, sociale, organizzativa, produttiva…) che non comporti innovazioni tecnologiche e digitali. Possiamo parlarne?
Organizzazioni e imprese sociali sono già nel mezzo di cambiamenti incalzanti e (relativamente) poco tematizzati. In quali campi? Quali precondizioni e quali complessità? Quali strumenti e quali approcci? Quali opportunità si aprono
La sessione affronterà tre temi con riferimento alle nuove tecnologie:
La sessione punta a fare interagire tre prospettive:
A cura di Laura Pucci*
Isede-net.com e Isedenet.eu è un portale di servizi alle imprese sociali del nostro e di altri paesi europei realizzato – tra il 2011 e il 2012 – grazie ad un progetto europeo che porta lo stesso nome “ISEDE-NET”, acronimo di “Innovative Social Enteprise Development Network”.
Il progetto – conclusosi lo scorso marzo – era finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nell’ambito del Programma Comunitario di Cooperazione Transnazionale South East Europe 2007- 2013, programma che ha la finalità di migliorare l’integrazione territoriale, economico e sociale delle regioni europee e di contribuire alla coesione e alla competitività tramite lo sviluppo di partnerariati transnazionali.
L’idea intorno a cui sono state pensate e sviluppate le azioni di ISEDE-NET era quella di supportare l’economia sociale dell’Europa sud-orientale grazie al confronto con le buone prassi di paesi, come l’Italia, in cui essa è più sviluppata (ed in questo modo contribuire alla coesione economica e sociale in Europa).
Il progetto ISEDE-NET ha permesso di: condurre studi sullo stato dell’arte dell’impresa sociale nei sette paesi partner (quale legislazione e quali elementi di forza..), organizzare una serie di conferenze di conoscenza e promozione dell’economia sociale e workshop di formazione sull’innovazione sociale nel settore della green economy, condurre un’analisi europea comparata degli strumenti finanziari utilizzabili dalle imprese sociali e, appunto, di creare un portale in cui le imprese sociali possono trovare materiale informativo e formativo sull’imprenditorialità sociale e un servizio on-line di assistenza all’attività d’impresa.
Il concetto di rete, nella duplice accezione di relazione/rapporto tra attori dell’economia sociale e di web, è stato quindi centrale per ISEDE-NET.
La creazione del portale è stata realizzata dai partner e dai soggetti tecnici incaricati del suo sviluppo, con la consapevolezza che ormai da un decennio il web è agorà virtuale, canale di scambio di informazioni e vero e proprio strumento di business e che quindi questo era, tra i prodotti del progetto, quello con maggiori potenzialità di essere mantenuto e sviluppato.
Esso è stato pensato come luogo per offrire/cercare collaborazione ed opportunità di business, a supporto di un’internazionalizzazione ancora acerba ma possibile, e come fonte d’informazioni e strumenti di lavoro alle realtà operanti nell’ambito dell’economia sociale.
La pagina di partenza, http://www.isede-net.eu/, permette di scegliere tra due portali.
ISEDE-NET ha quindi agito da incubatore. Il finanziamento del progetto ha permesso infatti di coprire i costi di:
Per la fase sperimentale, da febbraio 2011 a marzo 2012:
La promozione delle registrazioni ha avuto (e questo è probabilmente un elemento di debolezza) un carattere prevalentemente locale. Essendo connessa ai partner, si è svolta principalmente nei loro territori d’intervento (per l’Italia: Brescia, Milano e Venezia), con poche attività di rilievo nazionale, tra queste la presenza al Workshop dell’Impresa sociale di Riva del Garda e tre articoli sulla stampa di settore.
Provincia di Brescia, capofila del progetto, e due delle imprese sociali coinvolte nelle azioni (il consorzio Solco Brescia e la cooperativa Cogess di Mestre) stanno progettando le modalità per mantenere in vita i due portali oltre la conclusione di ISEDE-NET. Nel cammino si è unito al possibile “gruppo gestore” Socialis, Centro Studi bresciano che unisce al suo interno i due atenei cittadini – l’Università degli Studi di Brescia e l’Università Cattolica del Sacro Cuore – e diversi soggetti del terzo settore.
Si stanno elaborando modifiche e miglioramenti da apportare sulla base di quanto suggerito dal periodo di funzionamento sperimentale, modifiche delle funzioni (si pensi al portale istituzionale del progetto) e modalità più efficaci per promuovere le iscrizioni. E’ il primo passo per “uscire dall’incubatore” e proiettare il portale verso il futuro.
Il tema della comprensibilità ed utilità del portale e della promozione delle iscrizioni sarà cruciale: i due anni di funzionamento sperimentale hanno infatti raccolto un interesse molto flebile da parte delle centrali cooperative dei territori coinvolti e dimostrato che le imprese sociali, ad eccezione di quelle già vocate all’innovazione e alle buone prassi di gestione, faticano a fidarsi/affidarsi al web e alle ICT come strumento di lavoro.
Per informazioni e collaborazioni: Laura Pucci, laura.pucci@solcobrescia.it
Per iscriversi: http://www.isede-net.eu/homepage
*Laura Pucci è responsabile dell’area progettazione, formazione e lavoro del Consorzio di cooperative Solco Brescia