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L’empowerment in un tweet

Qualche settimana fa ho partecipato ad un famigerato “tavolo” di coordinamento del welfare locale. Uno degli ultimi credo, soprattutto se aleggiano interrogativi del tipo “dobbiamo fare qualcosa per la scuola”, dando il via ad un brainstorming guidato non dalla creatività e dalla voglia di fare, ma dai vincoli di volta in volta attribuiti alla pianificazione, alla scarsità di risorse, ai tempi stretti, ai rapporti difficili con gli altri “commensali”. Tutto ciò non può che partorire… uno sportello, possibilmente temporaneo (per orari e durata). Eppure anche con una pagina Facebook o un hashtag mirato di Twitter si potrebbe dar vita un servizio socioeducativo. Non sostituirebbe il lavoro sul campo di operatori e volontari, ma rappresenterebbe certamente una modalità efficace per mobilitare i diretti interessati: gli studenti in primo luogo, ma anche insegnanti, famiglie, istituzioni. E’ infatti la mobilitazione – l’empowerment? – una delle più rilevanti funzioni d’uso dei social media. Le manifestazioni sono assai disparate, e in campo non profit sono probabilmente le organizzazioni non governative i soggetti che fanno più uso di queste modalità di azione: raccolgono fondi, promuovono campagne di sensibilizzazione, gestiscono emergenze, ecc. Non è un caso che la produzione editoriale a livello internazionale dedicata al non profit ai tempi di internet attinga molto a storie di Ong. E non è un caso che anche in Italia si trovino tra le stesse organizzazioni risorse on line – osservatori, progetti di ricerca e di formazione – che vanno nella stessa direzione. Direzione che, parafrasando un’arcinota espressione da prima repubblica – si dovrebbe far convergere con altre progettualità più embrionali, come la nostra.

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Medicina e social network

Ecco i punti salienti di un interessante intervista a Dominique Dupagne realizzata da Francesca Barca che trovate sulla rivista Una Città.

La medicina 2.0

La medicina 2.0 non fornisce il rimedio “fai da te” bensì la possibilità di dialogare e confrontarsi su questioni legate alla salute propria o di altri, grazie agli strumenti messi a disposizione dal web. Molte persone, non solo perlustrano il web alla ricerca di informazioni sulle malattie, sui medicinali, sui conseguenti effetti collaterali, sulla miglior struttura cui rivolgersi ma desiderano condividerle, insieme alla propria esperienza, e riconoscersi in quella di persone con patologie simili. Provare per credere: Atoute.org, un forum attivo in Francia da 10 anni. Continua a leggere

Storie d’innovazione: la cooperativa La Ringhiera

Intervista a Emidio Panna – presidente della cooperativa La Ringhiera

Se dico innovazione cosa ti viene in mente?
L’innovazione riguarda l’evoluzione di strumenti e metodi che aumentano la qualità del lavoro sociale. La tecnologia e i nuovi modi di operare vanno sperimentati e verificati negli specifici contesti per capire se sono effettivamente innovativi. Secondo noi il filo conduttore dell’innovazione è la qualità. Riteniamo sia importante anche investire in nuovi settori produttivi per:

– creare nuove occasioni d’inserimento lavorativo
– far fronte alle esigenze mutevoli dei clienti
– rispondere a un desiderio d’innovazione Continua a leggere

Idee non profit

Ai saltatori – a proposito io adoro il salto triplo – di questo blog segnalo che ieri sono stati resi noti i vincitori del contest promosso dalla fondazione Telecom su ICT & non profit. Una interessante rassegna di idee utile per capire cosa bolle in pentola nelle organizzazioni non lucrative in merito all’utilizzo di tecnologie e media che sono “sociali” per costituzione. Dunque chi meglio di queste organizzazioni dovrebbe saperle utilizzare?

Innovazione e tecnologie dell’informazione: risorse dall’UE

Entro gennaio 2012 la Commissione approverà il programma quadro CIP-ICT dedicato delle tecnologie informatiche per la competitività e l’innovazione di imprese e PMI.

E dal 1 febbraio al 15 maggio 2012 sarà possibile presentare proposte.

Cinque le linee di ricerca e sviluppo:
• ICT per città intelligenti;
• ICT per la salute, per l’invecchiamento attivo e l’inclusione;
• ICT e-service affidabili e altre azioni;
• ICT per l’innovazione delle amministrazioni e dei servizi pubblici;
• ICT contenuti digitali, open data e creatività.


ICT = Information and communication technologies
CIP = Competitiveness and Innovation framework Programme
PSP = Il Policy Support Programme mira a stimolare innovazione e capacità competitiva attraverso la diffusione e un migliore uso delle tecnologie da parte di cittadini, amministrazioni pubbliche e imprese.

Sociale e tecnologie informatiche: servirebbe una (road) map…

by Jackod-935

Una sintesi per rilanciare

Qualche giorno fa Ivana Pais su La nuvola del lavoro – il blog curato da Dario Di Vico del Corriere della Sera – ha fatto il punto della situazione a proposito di tendenze innovative nel campo dell’informatica e delle tecnologie sociali.
Cosa ci aspetta nel 2012? Produrre in condivisione? Condividere segmenti produttivi? Entrare e uscire dalle tecnologie? Operare in un ecosistema che tende non distinguere tra reale e virtuale, ma che innesta l’uno sull’altro creando complessità e opportunità? Produrre connessioni più che collettivi?
Affascinante, be’ sì, ma anche non immediatamente comprensibile, nelle dinamiche, negli effetti, nelle ripartizioni delle risorse e del lavoro. Insomma quanto basta per non stare semplicemente a guardare. Continua a leggere

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