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Tecnologie e salute

Medicina e social network

Ecco i punti salienti di un interessante intervista a Dominique Dupagne realizzata da Francesca Barca che trovate sulla rivista Una Città.

La medicina 2.0

La medicina 2.0 non fornisce il rimedio “fai da te” bensì la possibilità di dialogare e confrontarsi su questioni legate alla salute propria o di altri, grazie agli strumenti messi a disposizione dal web. Molte persone, non solo perlustrano il web alla ricerca di informazioni sulle malattie, sui medicinali, sui conseguenti effetti collaterali, sulla miglior struttura cui rivolgersi ma desiderano condividerle, insieme alla propria esperienza, e riconoscersi in quella di persone con patologie simili. Provare per credere: Atoute.org, un forum attivo in Francia da 10 anni.

Quali effetti sul sistema tradizionale?

  1. Differenti modalità d’accesso e uso delle informazioni per i medici: grazie alla presenza di un archivio illimitato e immediatamente disponibile consultano l’web come un grande dizionario medico. In questa prospettiva la formazione medica continua diventa obsoleta quanto la pratica ormai in disuso di conservare ritagli di articoli di giornale.
  2. Ruolo attivo dei pazienti nel costruire conoscenza sulla malattia: da ricercatori d’informazioni sul web sono diventati essi stessi costruttori di conoscenza. Attraverso la partecipazione ai forum, ad esempio, entro vere e proprie “community”, le persone raccontano sintomi, perplessità, vissuti, difficoltà circa le proprie condizioni di salute.
  3. Gestione dell’informazione complessa: l’informazione non è mera riduzione a categorie (di sintomi ad esempio) ma complessità, varietà e ricchezza semantica. Una ricaduta pratica della medicina 2.0 potrebbe essere il foglio illustrativo del farmaco con “le cento descrizioni di persone che hanno preso il farmaco e che ci parlano di come si sono sentiti”.
  4. Effetto empowerment: crescono capacità e competenze, del paziente, nel gestire la sua situazione e del medico, nell’aprirsi a un dialogo con il paziente.
  5. Formazione inversa dal malato al medico: la medicina 2.0 permetterebbe la contaminazione tra un sapere tecnico-specialistico – quello medico – e un sapere esperto – dei pazienti – sulle caratteristiche e il vissuto della malattia completando la tradizionale formazione medica.

Come costruire un’efficace medicina 2.0?

Amalgamando diversi ingredienti:

  • lo spazio virtuale che consenta la discussione: forum, blog, altre piattaforme
  • la disponibilità ad ascoltare anche le critiche soprattutto se i luoghi di discussione sono gestiti da una struttura sanitaria già esistente
  • il coraggio di cambiare ciò che non funziona e che viene criticato
  • la cura nel rispondere e nel fornire informazioni sulla malattia, dedicando tempo alle persone
  • la gestione corretta e trasparente della piattaforma (chi scrive sul sito, con quali titoli, come viene finanziato,…)
  • la diluizione della gestione volontaria per consentire semplici meccanismi di allerta e autoregolazione della piattaforma

Ultime innovazioni nella medicina 2.0

Desbons.fr assume che – “un buon medico” (a parità di titoli?) sia il professionista dal quale un altro medico si farebbe curare. Desbons è una community rivolta a medici che consente di ampliare i propri contatti includendo quelli di coloro che vengono considerati, da molti colleghi, “buoni medici”: in tal modo si avranno maggiori informazioni per orientare i pazienti sulla scelta del professionista. Si tratta di un data-base sulla ‘reputazione’ che un medico si è costruito nei confronti dei colleghi e dei pazienti.

E in Italia cosa accade? Da una breve ricerca sul web sono presenti forum dedicati a tematiche mediche specifiche ma non sembrano essere presenti esperienze di questa portata. 

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Informazioni su Anna Omodei

Socia di Pares, società cooperativa di formazione, ricerca, consulenza e documentazione. Supporta le persone e le organizzazioni sui temi della conciliazione famiglia-lavoro (tempi di vita), sul benessere organizzativo e sulla qualità del lavoro. Lavora per facilitare gli avvicendamenti e le transizioni che investono le organizzazioni a livelli apicali e intermedi. Dal 2012 collabora con il Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca nel supporto alla didattica del corso di psicologia sociale e nella realizzazione di ricerche sul campo sui temi della salute e dei servizi socio-sanitari.

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