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Tecnologie e turismo

Strumenti e tecnologie per superare le distanze: il viaggio solidale tra reale e virtuale

Maurizio Bertoldi

Domenica 1 aprile 2012 a Fa’ la cosa giusta, (non a caso) in piazza Wi-Fi, incontriamo Informatici senza frontiere.
Maurizio Bertoldi, responsabile nazionale ISF – progetti per l’Africa, racconta in una prima parte del suo intervento, qui rielaborata in sintesi, l’impatto delle tecnologie sul modo di viaggiare e in una seconda parte il loro uso nel terzo mondo.
Invitiamo Maurizio Bertoldi ad essere ospite su Fai un salto per raccontare dell’uso e degli effetti delle tecnologie nel terzo mondo.

Il viaggio

Il viaggio, la sua preparazione e il modo di affrontarlo è profondamente cambiato negli ultimi anni anche dalla presenza di nuove tecnologie.
Quali opportunità ci offrono?

  1. Esplorare luoghi e pianificare viaggi: il web è uno spazio in cui possiamo trovare informazioni utili, scegliere la destinazione e prenotare i viaggi comodamente da casa; possiamo esplorare le nostre mete prossime, future o soltanto immaginate, grazie alle foto scattate e pubblicate ad esempio da Panoramio, un sito che geotagga, cioè associa la fotografia al luogo in cui è stata scattata; e ancora con Google Earth possiamo scandagliare qualsiasi parte del mondo.
  2. Sperimentare ‘virtualmente’: alcuni strumenti permettono di calarsi nei luoghi con la stessa prospettiva di un osservatore. Con Google Street View ad esempio ci si muove nei quartieri simulando una camminata. Esistono addirittura siti in cui cimentarsi in un safari virtuale.
  3. Conoscere attraverso le opinioni di altri: sul web ci si affida a siti in cui gli utenti raccontano e valutano le loro esperienze di viaggio, come Turisti per Caso.
  4. Scambiare esperienze: attraverso sistemi ‘social’ come Couch Surfing si viaggia a costo zero a condizione di ricambiare l’ospitalità ricevuta.

E allora… perché viaggiare?

Maurizio Bertodli ci racconta come il valore sia nell’incontro con le persone, nell’entrare in contatto con le culture locali: “un mondo a portata di clic non ci dà l’esperienza della relazione”. Le foto dal satellite non catturano la realtà delle persone e delle comunità locali.
Il mondo rappresentato dalle tecnologie non coincide con quello che s’incontra viaggiando: gli strumenti utilizzati racchiudono la visione ‘parziale’ di chi li costruisce. Osservando ad esempio le mappe di Open Street Map, software opensource, si nota l’estrema diversità delle aree geografiche già a partire dalla lingua.

Come utilizzare la tecnologia per un viaggio responsabile, consapevole e solidale?

Diverse le alternative possibili, tra le quali sono state citate:

  • bikemap.net: appoggiandosi alle mappe di Open Street Map, mostra percorsi per le due ruote e consente di inserire il tracciato con proprie segnalazioni. Un turismo del tutto eco-compatibile…
  • weehlmap.org: un sito promosso dall’Unione Europea che consente di visualizzare e inserire itinerari accessibili alle persone disabili;
  • diversamenteagibile.it, un sitoweb che promuove un turismo accessibile consentendo “alle due ruote affiancate” vacanze avventurose come l’esperienza del Safari.

Questioni di prospettiva

Maurizio Bertoldi sottolinea come gli strumenti precedentemente elencati non siano accessibili a tutti, soprattutto alle popolazioni più in difficoltà.
Quali gli strumenti che potrebbe utilizzare una persona che vive nel sud del mondo?
LRA Crisis Tracker  è un sistema che informa in tempo reale su conflitti, focolai di battaglia, morti e feriti. In territori di guerra conoscere l’itinerario più breve o più panoramico non è l’esigenza primaria.

Maurizio Bertoldi e non solo...

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Informazioni su Anna Omodei

Socia di Pares, società cooperativa di formazione, ricerca, consulenza e documentazione. Supporta le persone e le organizzazioni sui temi della conciliazione famiglia-lavoro (tempi di vita), sul benessere organizzativo e sulla qualità del lavoro. Lavora per facilitare gli avvicendamenti e le transizioni che investono le organizzazioni a livelli apicali e intermedi. Dal 2012 collabora con il Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca nel supporto alla didattica del corso di psicologia sociale e nella realizzazione di ricerche sul campo sui temi della salute e dei servizi socio-sanitari.

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