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Anziani, tecnologie e il progetto “Nonni Web”

La prima parte del post introduce il tema ‘anziani e tecnologie’ mettendo in luce la risonanza dell’argomento anche a livello europeo, mentre la seconda parte presenta ‘nonni web’, un progetto in fase di start-up della cooperativa Adelante Dolmen.

Anziani e tecnologie

In Europa il 2012 è l’anno dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere una cultura che “valorizzi l’utile contributo degli anziani alla società e all’economia, favorendo opportune condizioni di lavoro, di partecipazione alla vita sociale e di vita sana ed indipendente”.

Anche l’Eurobarometro (gennaio 2012) dedica un numero speciale al tema dell’invecchiamento attivo e in una delle molte domande del questionario (QB34), rileva il modo in cui viene percepita la relazione tra popolazione anziana e nuove tecnologie: “Attualmente, molti servizi pubblici e altre organizzazioni utilizzano la tecnologia, come Internet o i telefoni cellulari, per interagire con i propri clienti/utenti invece di mezzi tradizionali come l’incontro faccia a faccia. Ritieni che per gli anziani questo sia un grosso ostacolo, un piccolo ostacolo o non rappresenta un ostacolo?”
Poco più della metà dei cittadini UE intervistati (53%) ritiene che, per interagire con i servizi pubblici, l’uso della tecnologia  sia uno dei principali ostacoli per le persone anziane.

Tuttavia, negli ultimi anni molti più anziani, soprattutto giovani anziani, si accostano alle nuove tecnologie e crescono anche le iniziative volte ad accompagnare questo promettente incontro.
Per citarne alcune tra le più recenti:

In generale le proposte formative in ambito informatico/tecnologico rivolte ai meno giovani rispondono, in linea con gli obiettivi europei, a differenti esigenze,:

    • di apprendimento e di consolidamento delle competenze: rientra in questa categoria sia il processo di alfabetizzazione informatica e di approccio agli strumenti sia la necessità di potenziare tali competenze per spenderle nel mondo del lavoro;
    • pratiche: legate al disbrigo di operazioni e iscrizioni online (servizi di home banking, prenotazione eventi, spesa online, ecc)
    • relazionali: sia nel creare opportunità d’incontro e socializzazione tra pari sia nel favorire lo scambio di saperi tra generazioni;
    • sociali in quanto favoriscono una maggior partecipazione alla vita pubblica;

Il progetto “nonni web”

Partendo dal presupposto che il divario digitale costituisca una moderna forma di esclusione sociale e culturale, dovuta non solo alla mancanza di copertura di rete a banda larga di alcune zone, ma anche all’incapacità o alla difficoltà nell’uso delle nuove tecnologie, Adelante Dolmen con il progetto “nonni web”, vuole strutturare iniziative formative che facilitino l’alfabetizzazione informatica degli anziani e ne migliorino concretamente alcuni aspetti di vita quotidiana.

Il corso, dal taglio molto pratico, si pone, in particolare, l’obiettivo di aumentare la conoscenza e la padronanza di servizi web volti a:

    • facilitare le relazioni sociali (le email, le newsletters, le chat, i blog, Skype, i social network);
    • ricercare informazioni (i principali motori di ricerca, i siti web d’informazione);
    • svolgere on-line iscrizioni e pratiche di vario genere (la Carta Regionale dei Servizi, l’home banking, la PEC);

I partecipanti verranno accompagnati gradualmente alla conoscenza e alla sperimentazione di strumenti web. L’organizzazione ritiene importante, oltre al tradizionale materiale cartaceo a supporto delle lezioni, trovare i fondi per mettere a disposizione un pc portatile con chiavetta per connessione a internet, avendo necessità di attivare percorsi formativi in prossimità del luogo di residenza dei partecipanti.

Il corso, a cadenza settimanale e della durata di tre mesi , è alla ricerca di sponsor necessari a coprire i costi di start-up dell’iniziativa per poter dare un servizio completo anche a livello hardware.

Per informazioni sul progetto potete scrivere a: giuseppe.crudele@adcoop.it

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Gestionali per l’impresa sociale – dal workshop “l’innovazione informatica nei mondi sociali” – Rovereto

Il 26 marzo a Rovereto si è tenuto il primo workshop del 2012 promosso da Fai un salto sull’innovazione informatica nei mondi sociali con l’obiettivo di conoscere alcune interessanti realtà che, nel panorama nazionale, incrociano nel loro percorso il mondo dell’ICT e dei nuovi media con quello dell’impresa sociale. Mettiamo a disposizione il resoconto del primo round tematico sugli strumenti gestionali per l’impresa sociale. Ne seguiranno altri due sui temi: “nuovi media e sviluppo di comunità” e “nuove tecnologie per la formazione e l’educazione”.

Gestionali per l’impresa sociale

Saidea

Con alcune differenze e specificità, le tre organizzazioni coinvolte hanno presentato prodotti per la gestione e rendicontazione delle imprese sociali. In particolare:

  • Saidea informatica S.r.l ci ha parlato del sistema 381 – una Piattaforma web per organizzazioni che erogano servizi dislocati in più sedi (multi-azienda);
  • La Ringhiera, cooperativa sociale B, ha presentato Classe A – un software per la gestione informatizzata dei servizi a domicilio (qui per approfondire);
  • SIxS S.r.l.– Soluzioni Informatiche per il Sociale – ha proposto Gecos – un applicativo web per la gestione e rendicontazione informatizzata che prova a rispondere a chi quotidianamente deve gestire organizzazioni complesse (qui per approfondire).

Alle singole presentazioni è seguito un momento di dibattito che riportiamo in sintesi.

Perché specializzarsi in questo campo?

La Ringhiera

Le tre organizzazioni coinvolte hanno scelto di specializzarsi su strumenti di tipo gestionale primariamente per rispondere a una domanda di mercato, proveniente soprattutto da organizzazioni complesse, che devono gestire grandi quantità di dati e trasformarli in formati adeguati alle diverse esigenze degli interlocutori. Inoltre, questi strumenti permettono di efficientare l’impresa sociale in tempi di risorse scarse.

Quali i punti forza e le difficoltà riscontrate?

La partecipazione e il rapporto con i clienti, declinata in modi differenti dalle tre organizzazioni, è stata riconosciuta come il punto nodale dell’attività:

  • creare joint–venture tra addetti ai lavori e clienti per migliorare grazie ai feedback;
  • alimentare una community di fruitori;
  • coinvolgere i clienti nella costruzione di strumenti ad hoc;

SIxS

Per quanto riguarda le difficoltà, invece, una prima sfida è il far dialogare due mondi che parlano linguaggi diversi, quello informatico e quello sociale. Una delle organizzazioni ha parlato di ‘sincretismo evolutivo dell’impresa sociale’ in relazione alla tendenza a conciliare elementi eterogenei tra sociale e informatica.
Secondariamente non sono presenti grandi margini economici: per questo è necessario da un lato stimolare la domanda di software dedicati all’impresa sociale, oggi ancora embrionale, e dall’altro diversificare l’attività in altri ambiti.

E quando l’introduzione di un software diventa agente di cambiamento organizzativo?

Spesso l’introduzione di nuove tecnologie nell’organizzazione innesca processi di cambiamento e ristrutturazione dell’organizzazione o di alcune sue parti. Le tre organizzazioni riconoscono la necessità, in questi casi, di accompagnare l’intero processo organizzativo avvalendosi di competenze adeguate, a volte rintracciabili all’interno delle organizzazioni clienti, altre volte invece individuabili all’esterno. Si potrebbe forse immaginare una partnership tra aziende produttrici di software e società di consulenza che accompagnino il cambiamento?

Due segnalazioni

Condivido un paio di esperienze che mi auguro interessanti per i lettori e i sostenitori di questo blog.

La prima segnalazione: Think Digital Nonprofit, un magazine digitale ben fatto guardando sia ai contenuti (di taglio internazionale) che al format. Usa infatti la piattaforma paper.li, a mio avviso una delle risorse online più efficaci (anche più di wordpress;-) per raccogliere e organizzare news, dati e conoscenze utilizzando un formato – quello del giornale – che ci è molto caro. Una soluzione utile anche per imprese sociali che, prendendoci in parola, vogliono “fare il salto” dalla newsletter aziendale a una sorta di free press digitale per comunicare ad ampio raggio.

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La seconda – grazie a Chiara Carini – è Facecoop, un progetto di Legacoop sull’applicazione delle tecnologie web nelle imprese cooperative. Una lettura corroborante per evitare facili entusiasmi e costruirsi una sana cultura d’uso dei social media.

Storie d’innovazione: il consorzio Progetto Liguria Lavoro

Angelo Bodra (Genova, 2012)

Un’intervista ad Angelo Bodra – direttore generale del Consorzio Progetto Liguria Lavoro  – che racconta le esperienze d’innovazione di un gruppo di cooperative liguri. 

Il Consorzio Progetto Liguria Lavoro nasce nel 1994 dall’aggregazione di un gruppo di cooperative sociali di tipo B e si consolida offrendo un ruolo di supporto alla crescita e allo sviluppo delle cooperative.
Nel 2009 cambia conformazione dividendosi in due consorzi, e Progetto Liguria Lavoro, con dieci cooperative, si afferma nell’ambito turistico e della cultura.

Se dico innovazione cosa ti viene in mente?

Curiosità e voglia di scoprire come sta cambiando la realtà in cui mi muovo.
Per quanto riguarda le organizzazioni, tutte e soprattutto quelle sociali, dovrebbero, a mio avviso, assumere un atteggiamento di apertura all’innovazione.

Secondo la vostra esperienza, quale relazione tra turismo, cooperazione e informatica?

Per quanto riguarda il turismo culturale penso a Viadelcampo29rosso, un’esperienza recente d’innovazione di una cooperativa del consorzio: se prima vi era la tendenza a fornire servizi presso strutture pubbliche e private gestite da soggetti terzi, oggi, la cooperativa, in partnership con due imprese private, ha deciso di aprire un “emporio – museo” assumendosi un totale rischio d’impresa.

Questa esperienza, in ordine di tempo, è l’ultima di un processo più ampio che ha portato le cooperative del consorzio a considerare orizzonti di mercato diversi e a confrontarsi con il consumatore finale. Oltre all’ambito culturale questo cambiamento ha interessato anche quello dell’ospitalità e della ricettività turistica con l’apertura di due ostelli (a Genova e a Framura) e, in parallelo, lo sviluppo di servizi di catering e banketing al loro interno.

Si tratta un cambiamento necessario alla cooperazione per rimanere presente e attiva sul mercato in un periodo critico. Le cooperative, che non si erano mai confrontate con questo tipo di attività e d’impresa, hanno dovuto inevitabilmente trovare nuove modalità per portare avanti anche la mission sociale.

L’informatica e il mondo dell’ICT è una delle altre frontiere che stiamo esplorando: da un lato per sviluppare l’esperienza nel settore dei contact center, servizi che offrono assistenza agli utenti nella fase l’accesso, e per supportare le attività di tipo amministrativo – gestionale; dall’altro per individuare attività semplici che  consentano di creare spazi per gli inserimenti lavorativi.

In ambito turistico con l’informatica, e in particolare con internet e i social network, stanno cambiando i canali di vendita e l’accesso al prodotto da parte dell’utenza. Sempre più persone decidono dove spendere il proprio tempo libero e acquistano direttamente tramite web. Questo richiede la capacità di essere presenti, visibili e d’interagire con l’utenza attraverso tali strumenti. Per questa ragione, oltre a costruire siti che pubblicizzino le nostre strutture, li abbiamo collegati ai principali social network, cercando di creare visibilità ma anche racconto, narrazione e aggiornamento di ciò che facciamo, mettendo in relazione tra loro le diverse attività che svolgiamo nel territorio genovese. In tal senso creiamo convenzioni circolari con l’obiettivo di sostenersi e darsi visibilità reciproca.

E se doveste fare un salto innovativo…?

Un salto innovativo per noi, e non innovativo in senso assoluto, è l’interazione, l’integrazione e la contaminazione di mondi, solo apparentemente prossimi che, invece, faticano a dialogare: mi riferisco, da un lato, alla cooperazione di tipo A, con cui potremmo instaurare relazioni più operative e momenti di progettazione comune; dall’altro all’universo del terzo settore per sviluppare soprattutto i temi della sostenibilità ambientale, etica e sociale su cui, da parte nostra, non c’è ancora un pensiero strutturato.

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