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Esperienze d'innovazione

Nuovi media e sviluppo di comunità – dal workshop “l’innovazione informatica nei mondi sociali” – Rovereto

Dopo avervi raccontato “i gestionali per l’impresa sociale”, ecco il resoconto del secondo round tematico svoltosi nell’ambito del workshop promosso da Fai un salto sull’innovazione informatica nei mondi sociali (26 marzo 2012). A tema i nuovi media e lo sviluppo di comunità.

Vediamo più nel dettaglio le idee, interessanti e innovative, presentate dalle due organizzazioni coinvolte.

[Im]possible living:

[IM]possible living

[im]possible living è una startup con la mission di mappare, attraverso l’web (e una App per Iphon), gli edifici abbandonati in Italia e nel resto del mondo. La materia prima non manca: gli edifici abbandonati sono più di due milioni e l’obiettivo di [im]possible living è quello di farli rivivere creando, intorno ad ognuno, una comunità con un obiettivo comune, che in prospettiva, possa anche proporre soluzioni rispetto al riuso degli edifici.

Chi può partecipare? Come fare?
Collegandosi alla piattaforma è sufficiente iscriversi e aggiungere sulla mappa gli edifici identificati come abbandonati…meglio se accompagnati da una fotografia.

Per fare community building intorno al processo di segnalazione e riuso del bene immobile [Im]possible living utilizza anche strumenti offline: gli impossible travel, un viaggio di gruppo, in bici pieghevole, per mappare edifici abbandonati anche oltre i confini nazionali.

Quali vantaggi nel costituire una comunità?
In primo luogo si mantiene una dimensione locale promuovendo sinergia tra le agenzie territoriali e le amministrazioni per la gestione del patrimonio abbandonato: “L’abbandono costituisce una frattura del territorio”.

Secondariamente non ci sono competitor, e il rischio d’impresa è minore perché ‘chiediamo alla comunità’.
Infine il principio della piattaforma è quello sottostante a Wikipedia: raccoglie informazioni e le sistematizza trasformando il bene in bene comune.

Quale la sostenibilità del progetto?
Stiamo cercando di sviluppare una vera e propria attività d’impresa. L’intento è di riuscire a mettere a sistema risorse e multiprofessionalità, radunando tre componenti sparse per il mondo”: economica, sociale e immobiliare. È un momento delicato ma i protagonisti di questa avventura si augurano che: “Una volta avviato il processo si diffonda a macchia d’olio”.

Fondazione Ahref – piattaforma Timu.           

Un metodo per la qualità dell’informazione

Timu è una piattaforma di narrazione multimediale che raccoglie storie (create, alimentate e fruite da più persone), un social network per inchieste giornalistiche costruite dal basso che nel contempo offre un metodo per fare citizen journalism.

Due sono le specificità:

  • offre un metodo per condurre inchieste, partecipate da comunità di utenti, utilizzando le nuove tecnologie: in breve l’obiettivo è il contenuto di qualità conseguibile attraverso il rispetto delle regole di indipendenza, accuratezza, imparzialità e legalità.
  • prevede un codice etico da sottoscrivere e per tale ragione si configura come un social network con regole d’accesso non neutrali.

Ogni pesona si crea una ‘reputazione’ sulla piattaforma: definita come “il valore collettivo della affidabilità di una persona o cosa basata sul giudizio dei membri di una comunità, rispetto alle azioni passate di quella persona”. Un “sistema di reputazione” raccoglie, mantiene e dissemina “reputazioni” – valori aggregati di relazioni/interazioni passate – di ogni partecipante in una comunità o social network.

Si potrebbe dire che la reputazione sia il “curriculum vitae” che ci si costruisce all’interno della piattaforma.
In sintesi su Timu la reputazione:

  • ti dice come sei visto dagli altri dentro la piattaforma
  • premia la partecipazione all’interno della piattaforma.
  • consente di fare distinzione tra buona e cattiva informazione.
  • permette di distinguere tra utenti che rispettano o violano le regole della piattaforma.

La piattaforma prevede differenti ruoli e gradi di partecipazione in base alla reputazione: contributore, revisore e facilitatore. All’aumentare della reputazione aumentano proporzionalmente le responsabilità e si apre l’accesso a nuove parti della piattaforma.

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Informazioni su Anna Omodei

Socia di Pares, società cooperativa di formazione, ricerca, consulenza e documentazione. Supporta le persone e le organizzazioni sui temi della conciliazione famiglia-lavoro (tempi di vita), sul benessere organizzativo e sulla qualità del lavoro. Lavora per facilitare gli avvicendamenti e le transizioni che investono le organizzazioni a livelli apicali e intermedi. Dal 2012 collabora con il Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca nel supporto alla didattica del corso di psicologia sociale e nella realizzazione di ricerche sul campo sui temi della salute e dei servizi socio-sanitari.

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