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Esperienze d'innovazione

Nuove tecnologie per la formazione e l’educazione – Terzo resoconto del workshop “l’innovazione informatica nei mondi sociali” – Rovereto

Nelle precedenti puntate vi ho raccontato “i gestionali per l’impresa sociale”, e “i nuovi media e lo sviluppo di comunità”. Questa settimana ecco il resoconto del terzo (ed ultimo) round tematico svoltosi nell’ambito del workshop promosso da Fai un salto sull’innovazione informatica nei mondi sociali (26 marzo 2012). A tema le nuove tecnologie per la formazione e l’educazione.
Vediamo più nel dettaglio le innovazioni presentate dalle due organizzazioni coinvolte.

LiTsA

LiTsA è un laboratorio di innovazione Tecnologica a supporto dell’Apprendimento (Università di Trento), in cui il sapere condiviso e la sperimentazione nella scuola si coniugano con l’utilizzo di Software Libero e Open Source.
LiTsA coordina il progetto Olimposs, voluto dal Dipartimento Istruzione e dal Dipartimento Innovazione, che si propone di sostenere una rete sostanziale tra le scuole per innovare la didattica attraverso le tecnologie.
Tra le realizzazioni citiamo il sistema aperto WiildOs che si propone di usare qualsiasi hardware (LIM, tablet, PC, proiettori interattivi, etc) per realizzare oggetti didattici digitali e in questo specifico caso per innovare le lavagne interattive. Si tratta di un vero ambiente d’apprendimento realizzato grazie al lavoro cooperativo di molti insegnanti, ricercatori, tecnici e appassionati. Ciò che cambia è il metodo di apprendimento: ad esempio gli studenti del liceo “G. Ricci Curbastro” (RA) utilizzano il Wiimote (il controller di Nintendo Wii) per mettersi alla prova in un laboratorio virtuale di fisica. Sebbene non sia reale, è di gran lunga più formativo e coinvolgente sperimentare virtualmente invece di scrivere una relazione fondata soltanto sull’esperienza vicaria. Insomma per LiTsA l’innovazione passa dalla sperimentazione.
Nonostante la sostenibilità economica degli strumenti open source, un punto critico è rappresentato dalle difficoltà di diffonderli nelle scuole e di coinvolgere gli insegnanti nel progetto. 

Kinesis

La cooperativa sociale Kinesis, invece, presenta alcune esperienze di lavoro collaborativo a distanza (supportato da computer), modalità utili alle organizzazioni che vorrebbero: migliorare i sistemi di comunicazione interna, potenziare la fase di condivisione delle informazioni e favorire la collaborazione tra soggetti per aumentare l’efficacia delle proprie performance.
Particolarmente interessante è stato il racconto, accompagnato da esemplificazioni, delle tre fasi di cui si compone il lavoro collaborativo:

  • Comunicazione. Un passaggio particolarmente delicato, e per questa ragione da affrontare in modo graduale, è costituito dall’accesso alla piattaforma (in questo caso la piattaforma Moodle). Questa fase va accompagnata sia da una comunicazione dei dati d’accesso classica (cartacea o via email) sia con un tutoring attento.
  • Condivisione. Il passaggio successivo prevede la condivisione dei materiali tra più organizzazioni. L’archivio di file è di immediata fruizione perché organizzato in cartelle con tag rintracciabili dai motori di ricerca interni.
  • Collaborazione. Il lavoro a distanza tra più organizzazioni può avere l’obiettivo di produrre idee, scrivere documenti e apprendere metodi di lavoro: un esempio calzante è l’esperienza di scrittura del regolamento interno al contratto di rete GTS_Network che si è svolto in 12 giorni di lavoro a distanza  e 1 in presenza, ha contato 878 operazioni sul wiki tra visualizzazioni ed editing, in fasce orarie anche extra lavorative.

Ponendo attenzione allo strumento, ma soprattutto al metodo e alla reputazione di chi lo gestisce, gli strumenti per il lavoro collaborativo a distanza si rivelano particolarmente utili per la pianificazione sociale come la redazione dei Piani di Zona.

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Informazioni su Anna Omodei

Socia di Pares, società cooperativa di formazione, ricerca, consulenza e documentazione. Supporta le persone e le organizzazioni sui temi della conciliazione famiglia-lavoro (tempi di vita), sul benessere organizzativo e sulla qualità del lavoro. Lavora per facilitare gli avvicendamenti e le transizioni che investono le organizzazioni a livelli apicali e intermedi. Dal 2012 collabora con il Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca nel supporto alla didattica del corso di psicologia sociale e nella realizzazione di ricerche sul campo sui temi della salute e dei servizi socio-sanitari.

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