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tecnologie per l'impresa sociale

Strumenti 2.0 al servizio dell’impresa sociale: il libro elettronico

La vita di un’organizzazione, di qualunque organizzazione, è piena di carta.
Al di là dei fogli che accompagnano la quasi totalità delle operazioni di chi lavora, ogni impresa possiede una storia che giorno dopo giorno viene codificata, trascritta e conservata.
Statuti, verbali, resoconti, carte di valori, comunicazioni interne, materiali pubblicitari…un archivio enorme di testi che rappresenta allo stesso tempo memoria storica e radici su cui far crescere gli sviluppi futuri.

Per le imprese sociali questa “biblioteca” in continua formazione è particolarmente importante perché è all’interno di quei testi che si custodisce il loro codice genetico.
Sono quei testi che ci dicono perché il gruppo di volontari o di soci si è dotato di una particolare organizzazione e, soprattutto, ci dice di quali valori questa organizzazione voglia farsi rappresentante e portatrice.

Non si tratta, insomma, di un semplice archivio utile per andare a ritrovare la data in cui si è deliberata la sostituzione del vecchio computer della segreteria, ma abbiamo invece a che fare con un corpus di testi che ci parlano dell’impresa e dei suoi componenti.
Ci dicono da che luogo queste persone provengono e verso quale destinazione vogliono dirigersi.

Proprio perché si tratta di materiale vivo, e non di un semplice backup di esperienze, un problema fondamentale riguarda la sua organizzazione e distribuzione.
Affinché possa realmente servire come strumento operativo, bussola per il lavoro di soci e volontari, è essenziale che tutto l’archivio sia strutturato in modo da poter essere consultato e distribuito nel modo più semplice e rapido possibile.
L’armadio e lo schedario chiusi a chiave nella sede sono certamente strumenti alla portata di tutte le organizzazioni, ma sono anche poco funzionali alla libera circolazione della parola scritta.

In questo percorso di condivisione le imprese sociali possono trovare un alleato importante nelle tecnologie che stanno cambiando il mondo dell’editoria da qualche anno a questa parte, e in particolare in quello strumento flessibile e potente che prende il nome di libro elettronico.

Prima di vedere che cosa l’eBook può fare per le imprese sociali è opportuno avere un’idea chiara di cosa questo strumento rappresenti e di quali siano le sue potenzialità.

Per questo motivo si è deciso di spezzare il post in due parti.
Nella prima parte vedremo quali sono i dispositivi più adatti alla fruizione di questo tipo di materiale, mentre nella seconda ci occuperemo dei formati più diffusi di eBook e cercheremo di capire quali possibilità il libro digitale apra alle imprese sociali.

Potrà sembrare strano il voler partire dall’anello finale della catena, ma gli eBook sono strumenti flessibili, capaci di posizionarsi su tutti i punti del continuum che va dal puro testo al contenuto completamente multimediale.
La scelta del tipo di lettore, dunque, non è accessoria o secondaria, ma è anzi solo avendo ben chiaro il supporto che verrà utilizzato che sarà possibile costruire una pubblicazione digitale capace di sfruttarne tutte le caratteristiche.

Parte 1: gli eReader

Oggi come oggi gli eBook possono essere letti su qualunque dispositivo, dal computer agli smartphone. Tuttavia, il fatto che una cosa si possa fare non significa necessariamente che sia comodo e utile farla…
Se volete che la vostra esperienza con il libro digitale sia piacevole e non vi faccia rimpiangere i tempi in cui i testi venivano scritti a mano sulla pergamena, allora i dispositivi cui dovete rivolgervi sono due: tablet e lettori a inchiostro elettronico.
Entrambi hanno pregi e difetti e, sebbene una prima occhiata possa farli vedere come oggetti in competizione, la realtà è quella di due dispositivi diversi, ognuno adatto a un particolare tipo di lettura.

La prima e più evidente differenza riguarda lo schermo.

I tablet

I tablet hanno schermi sostanzialmente paragonabili a quelli dei computer: sono retro illuminati, a colori e sfoggiano una risoluzione dell’immagine che va dall’alto (1280×800 pixel rappresentano la media per questo tipo di prodotti) all’altissimo (2048×2048 punti per il nuovo iPad).
Sono caratteristiche che permettono di avere immagini e testo definiti, colori brillanti e, grazie alla frequenza di aggiornamento molto alta (il numero di volte, per ogni secondo, in cui l’immagine sullo schermo viene aggiornata), rendono naturale anche la fruizione di video e animazioni che accompagnano il testo.

Schermi a inchiostro elettronico

Gli schermi a inchiostro elettronico si basano su un funzionamento completamente diverso.
La tecnologia oggi più utilizzata, prodotta dall’azienda eInk, prevede l’utilizzo di un “foglio” di microsfere caricate elettricamente. Ogni microsfera ha una metà carica positivamente colorata di nero, e una metà carica negativamente colorata di bianco.
Tramite una corrente distribuita lungo tutta la superficie dello schermo è possibile orientare su uno dei due lati ogni sfera, disegnando in questo modo la pagina.
Questo tipo di meccanismo non ha bisogno di retroilluminazione ma sfrutta, esattamente come un libro cartaceo, la luce ambientale.

I vantaggi di un lettore a inchiostro elettronico rispetto a un tablet sono tre:

  • Innanzitutto l’assenza di retroilluminazione affatica meno la vista, restituendo un’esperienza di lettura sovrapponibile a quella di un qualsiasi libro cartaceo.
  • In secondo luogo la batteria del dispositivo ha una durata molto lunga che, immaginando tempi di lettura di un’ora al giorno, può raggiungere anche le tre, quatto settimane.
  • Infine, si tratta di lettori piccoli (lo standard per questo tipo di schermi sono i 6″ di diagonale), e leggeri. Occupano uno spazio e pesano in borsa quanto un libro di piccole dimensioni.

Si tratta, indubbiamente, della scelta migliore per chi vuole semplicemente leggere del testo. Attenzione, però…perché quando si parla di schermi eInk, “leggere” e “testo” sono due parole chiave.
Questo tipo di schermi, infatti, insieme ai suoi tre vantaggi presenta anche tre grossi limiti. Si tratta di schermi in bianco e nero (più precisamente, in scala di grigi), poco risoluti (800×600 pixel nella maggior parte dei casi), e con una frequenza di aggiornamento molto bassa.

L’insieme di questi tre elementi significa una cosa: i lettori eInk sono utili solo e soltanto quando dobbiamo leggere del testo.
Quando invece abbiamo in mente di produrre materiale illustrato o con del testo arricchito da filmati, animazioni o elementi interattivi, è necessario impostare il lavoro avendo in mente lo schermo e le possibilità dei moderni tablet.

Continua…

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Informazioni su Luciano Barrilà

Psicologo. Sono socio di Pares, società cooperativa in cui mi dedico allo studio dell'innovazione sociale e dei rapporti in continua evoluzione tra esseri umani e tecnologie.

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