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tecnologie per l'impresa sociale

Libri digitali e imprese sociali – seconda parte

Nella parte precedente di questo post abbiamo dato un primo sguardo al mondo degli eBook, concentrandoci in particolar modo sulle due principali tipologie di eReader in commercio.
In questa seconda parte sposteremo la nostra attenzione sui formati a disposizione dei redattori digitali, e cercheremo di immaginare come e perché il libro elettronico si possa considerare un utile strumento da inserire nella cassetta degli attrezzi delle imprese sociali.

I formati

Tablet e lettori eInk sono in grado di leggere praticamente qualunque formato di testo conosciuto, dal semplice .txt, al famosissimo .doc.
Mano a mano che gli eReader aumentavano la loro diffusione, tuttavia, il mercato è andato sviluppando un formato standard, capace di garantire la flessibilità richiesta a soddisfare gli eterogenei bisogni dell’editoria e, allo stesso tempo, in grado di assicurare la compatibilità con tutti i reader conformi alle specifiche dello standard.
È nato così il formato ePub, oggi giunto alla terza revisione.
A fianco dell’ePub si è ritagliato una posizione di discreto successo anche il formato PDF, sicuramente familiare a chiunque abbia mai utilizzato un computer.

Così come la scelta dell’eReader dipende dal tipo di prodotto che si desidera creare, allo stesso modo la scelta del formato è strettamente legata alle caratteristiche della pubblicazione che si ha in mente.

Senza perdersi in dettagli tecnici

Senza perdersi in dettagli tecnici che esulano dallo scopo di questi post, si può dire che la differenza sostanziale fra PDF ed ePub riguarda l’impaginazione, rigida nel caso di un PDF, fluida in un file ePub.

  • In un ePub il contenuto e la forma viaggiano su due binari separati. Il file contiene informazioni precise sulle sezioni che compongono il testo (suddivisione in capitoli e paragrafi, titoli, corpo del testo e note…), e ciò permette al reader di “sapere” che queste sezioni andranno visualizzate in maniera diversa. Tuttavia il modo in cui le sezioni verranno poi effettivamente visualizzate dipende di volta in volta dalle scelte dell’utente, che può intervenire su elementi come il tipo di font da utilizzare, la dimensione del testo, la spaziatura delle lettere e delle righe. Il testo andrà quindi a disporsi in maniera fluida sulla “pagina”, assecondando le caratteristiche dello schermo e le preferenze del lettore.
  • In un PDF, al contrario, il layout è predeterminato, e la pagina sullo schermo verrà visualizzata esattamente così come è stata pensata e composta. In altre parole, la stessa pagina verrà visualizzata allo stesso modo su tutti gli schermi. Attenzione, però, a non intendere la rigidità del PDF come uno svantaggio, e la duttilità dell’ePub come un vantaggio, di per sé.

Strumenti diversi…

Strumenti diversi, infatti, assecondano obiettivi diversi, ed è facile intuire, sulla base di quanto abbiamo detto fin qui, in quali condizioni sia preferibile utilizzare un formato piuttosto che l’altro.
Se è necessario che il testo venga visualizzato con una font specifica, o se la pagina deve contenere testo e immagini disposti in una precisa maniera allora è necessario affidarsi al PDF.
La fedeltà all’originale paga, ed è una cosa da ricordare in fase di produzione, il prezzo di una non uniforme fruibilità su tutti i lettori. Un PDF con un carattere delle dimensioni adatte alla lettura su un tablet potrebbe, sui 6″ di uno schermo eInk, avere un testo troppo piccolo e risultare assolutamente illeggibile.
Al contrario l’ePub, grazie alla possibilità di intervenire “in tempo reale” sulle caratteristiche del testo, garantisce la miglior leggibilità su tutti i dispositivi, a scapito della fedeltà rispetto all’impaginazione originaria.

Fusion

Una seconda, sostanziale, differenza fra PDF ed ePub riguarda la possibilità di fondere – all’interno del testo – contenuti multimediali.

  • PDF, infatti, è un formato rigido non solo nella forma, ma anche nella sostanza. Al di là dell’utilizzo di immagini le possibilità offerte sono pressoché nulle, e questo tipo di formato rimane sostanzialmente ancorato alla staticità della pagina stampata.
  • Da questo punto di vista la reale innovazione è offerta dall’ePub, la cui struttura è molto più simile a quella di un sito internet che a quella di un libro e che, esattamente come accade in un sito internet, permette di inserire al suo interno qualunque tipo di contenuto multimediale (immagini, animazioni, filmati, elementi interattivi, collegamenti internet, tracce audio…).

Per gli scopi che si prefiggeva questa piccola guida introduttiva al mondo dei libri digitali direi che può bastare così.
Spero che la spiegazione sia stata sufficientemente chiara da far cogliere il punto fondamentale, ovvero che l’eBook è uno strumento con tante sfaccettature, e che a differenti esigenze corrispondono differenti strade da intraprendere.

Per continuare

Per concludere vorrei tornare a quello che si diceva all’inizio del primo post.
Il mondo delle organizzazioni (sociali) è pieno di carta.

Un uso ragionato degli strumenti che abbiamo visto in queste righe può aiutare a ridurne la massa, rendendo gli archivi logisticamente più snelli, naturalmente ordinati e facilmente “navigabili” quando si cercano informazioni.
L’eBook permette, inoltre, la condivisione più ampia possibile di tutto il materiale scritto, dando accesso immediato a soci e volontari alla memoria storica dell’impresa.

Infine, ma non per ultimo, il libro elettronico mette in mano agli operatori la possibilità di distribuire tutto questo materiale in una forma editoriale curata e accattivante, aprendo nuove possibilità anche nel campo della promozione e, più in generale, della comunicazione diretta verso l’esterno dell’organizzazione.
E non è poco.

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Informazioni su Luciano Barrilà

Psicologo. Sono socio di Pares, società cooperativa in cui mi dedico allo studio dell'innovazione sociale e dei rapporti in continua evoluzione tra esseri umani e tecnologie.

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