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Esperienze d'innovazione, Novità, Ragionamenti, tecnologie per l'impresa sociale

Social, web e TV: un mash-up dalle grandi prospettive.

Che cosa succede se ad un certo punto una serie di invenzioni cruciali per l’umanità si ibridano tra loro? Che cosa succede se la vecchia cara televisione, per paura di rimanere tagliata fuori dal progresso dell’informazione, cerca nuovi canali di espressione nel labirinto della rete globale?

Quando la televisione incontra il web…(e comincia a frequentarlo assiduamente)

I risultati di un tale incontro possono essere molteplici: alcuni più interessanti e altri meno, alcuni radicali e altri conservativi. Ma partiamo dal principio. L’idea di scrivere riguardo alla fusione tra due tecnologie nasce da un bombardamento pubblicitario a cui siamo stati sottoposti.

Dal due settembre, su Italia 2, canale 35 del digitale terrestre arriva la social TV di mediaset!!!

Gli spunti sono molteplici e solo alcuni di questi sono adatti a essere presentati qui:

  • cosa vuol dire social TV?
  • cosa succede se si mescolano televisione e internet?
  • come è possibile sfruttare le possibilità ed evitare le trappole che si nascondono dietro questo connubio?
  • queste tecnologie cosa possono avere di sociale (a parte il nome) e come possono essere utili alle imprese sociali?

Dal flirt al matrimonio, passando per la convivenza e il fidanzamento ufficiale.

Italia 2 è stata soltanto l’esca che mi ha fatto iniziare la ricerca e da quel momento sono emerse altre realtà da ogni angolo del web.

  • La prima è DMAX Italia, unione tra il canale televisivo digitale DMAX e la sua pagina facebook. Questo tipo di condivisione è simile ad un flirt, le due realtà sono vicine, si scambiano informazioni ma non entrano in contatto troppo intimamente, e sembrano procedere parallelamente, senza bisogno di sostenersi a vicenda. Nonostante questo, a differenza di tutte le altre pagine televisive di facebook, quella di DMAX è molto attiva, fa promozione ed è piena di commenti degli utenti-ascoltatori.
  • Un’altra realtà interessante è la social TV di mediaset. Qui, chi ha un TV o un decoder collegato a internet, può vivere una nuova esperienza televisiva: condividendo, chattando, commentando e invitando gli amici a vedere “quello che stai vedendo tu”, direttamente sullo schermo della televisione e senza smettere di guardare la trasmissione. Direi che sembra proprio una convivenza delle tecnologie nello stesso spazio fisico. Con il difetto che che la televisione non si fa influenzare dagli utenti anche se li influenza significativamente.
  • La terza proposta è targata ancora mediaset, la U ZONE, ospitata in una fascia oraria delle trasmissioni di Italia 2 nella quale vengono amplificati e rimandati in onda i contenuti caricati dagli utenti della pagina internet omonima. Come se web e TV fossero futuri sposini. Questa iniziativa inizia ad avere già un sapore più strutturato rispetto alle precedenti: si possono registrare delle clip,  mandate in onda dopo essere state caricate su internet. Interessante, certo, però forse troppo generalista e dispersivo, e cosa c’entra davvero con i temi sociali?
  • L’ultima delle scoperte meriterebbe un post a tutto per sé, tanto è paradigmatica del significano le tecnologie per le imprese sociali (sopratutto su fai un salto). La Social Enterprise TV, canale youtube sul quale vengono caricate e mandate in onda clip prodotte dalle imprese sociali, nelle quali si parla davvero di temi sociali e non solo di social-web. In questo caso, i temi trattati dalle clip riguardano intimamente la realtà delle organizzazioni sociali, le loro attività, le loro difficoltà e la TV è influenzata enormemente dagli utenti (la fanno loro) ma influenza a sua volta gli ascoltatori in una sorta di scambio reciproco. Questo servizio rappresenta un matrimonio difficile, tanto che la Social Enterprise TV non trova spazio in televisione (pur essendo, sotto molti aspetti, un programma televisivo); va segnalato inoltre che per ora (purtroppo) contiene solamente alcune esperienze  provenienti da realtà anglofone.


Tante rose per il matrimonio…

Dopo aver parlato di quali possono essere le diverse forme di convivenza tra TV e web, diventa importante ragionare su quali siano i vantaggi di queste unioni. Per cominciare ecco i soliti clichè: con internet raggiungi più persone, queste persone si informano di quello che interessa loro, queste persone possono partecipare all’informazione.
Io non sono tanto sicuro che questi siano clichè, credo che in realtà siano proprio queste le caratteristiche importanti della tecnologia sociale. Credo che la parte più interessante del problema riguardi proprio il fatto che l’innovazione stia spingendo in direzione di una maggiore influenzabilità diffusa dei mezzi di informazione e delle tecnologie (ad esempio, la forte espansione dell’open source come android). L’idea di fondo che entusiasma e affascina chi scrive è quella che venga data a tutti (al numero più grande possibile) l’occasione di fornire il proprio (piccolo o grande che sia) contributo, attraverso il proprio ragionamento e i propri interessi.

Ma tutte le rose hanno le spine…

Ovviamente sarebbe stupido dimenticarsi dei difetti. Le realtà che vi ho raccontato, a mio modo di vedere, sono tutte in un certo senso mancanti. DMAX Italia procede in parallelo al canale televisivo e non consente di intervenire nemmeno da lontano su quello che accade dentro la televisione; la social TV lavora come una sorta di realtà aumentata, permette di far coesistere diversi servizi che però tendono a influenzarsi in modo unidirezionale e non reciproco. U ZONE, invece, corre il rischio di ottenere l’effetto “aprite le gabbie, tanto qui si parla e si fa di tutto e ci mandano in TV” senza preoccuparsi di fare qualità e lavorare per obiettivi che vadano oltre lo share. Delle quattro realtà presentate, la Social Enterprise TV è quella che fa lo sbaglio più perdonabile, in questo tentativo si concentrano le soluzioni agli errori delle altre tre realtà ma si perde inevitabilmente in visibilità. Sarebbe bello che a ogni persona nel mondo interessassero le politiche sociali delle organizzazioni. Purtroppo però non è così e solo in pochi interessati e curiosi raggiungono questo canale, che invece potrebbe dare molto a più persone.

Quali opportunità da queste convivenze per le organizzazioni e le imprese sociali?

Eccoci a parlare di cosa c’entrano queste tecnologie con le imprese sociali e come possono influenzare il loro modo di lavorare e pensare alla loro rappresentazione. Un matrimonio ben studiato tra internet e la televisione potrebbe essere interessante per le organizzazioni sociali: se aveste a disposizione uno spazio quotidiano/settimanale/mensile in televisione, nel quale parlare dei vostri progetti e presentare il vostro modo di operare nel sociale probabilmente sareste contenti. Dopo poco tempo forse vi rendereste conto che è molto impegnativo tenere alti la qualità e l’interesse. E allora, se per riempire questo spazio non faceste altro che sfruttare tutto quello che di buono passa sotto i vostri click, sotto i polpastrelli dei vostri touch screen e che non ha sufficiente forza per “farsi pubblicare altrove”? Raggiungereste il grande obiettivo di dare voce alle cose in cui credete e chissà che qualche ascoltatore non resti illuminato e si dia da fare a sua volta in un impresa sociale…

Qualcosa si sta muovendo, molti ne parlano e qualcuno ha anche provato a fare un resoconto di quello che accade qui da noi.

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Informazioni su nlocatelli

Laureato Magistrale in Psicologia dei Processi Sociali, Decisionali e dei Comportamenti Economici presso la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, vivo a Bergamo, mi interesso di consulenza, intervento e sviluppo organizzativo, amo la montagna e il mio cane. Sto svolgendo un il tirocinio professionalizzante per iscrivermi all'esame di stato.

Discussione

Un pensiero su “Social, web e TV: un mash-up dalle grandi prospettive.

  1. Ecco un altra piccola notizia (un po vecchia in realtà) http://www.youtube.com/watch?v=O4FvgYO_TOs…si tratta sempre e comunque di fiction (anche se con intenti documentaristici) ma alcune situazioni che vengono proposte (anche se non è l’obiettivo principale del prodotto) mi hanno fatto pensare al potere del lavoro sociale.
    Far si che attraverso la televisione qualcuno rifletta sui valori di certe modalità lavorative potrebbe voler dire fare un salto?!?!

    Pubblicato da nlocatelli | 16 settembre 2012, 00:59

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