archives

Archivio per

Reveal by L’Oréal e Lego Serious Play: anche le grandi marche sono sul treno dell’innovazione.

Giocare è uno dei comportamenti più trasversali, giocano i bambini, giocano i cuccioli degli animali, giocano gli adulti e gioca a basket anche il rieletto presidente degli stati uniti Barack Obama. Secondo alcune ricerche il gioco è un attività innata, ovvero, veniamo al mondo senza dover imparare a giocare ma siamo predisposti a farlo fin da subito, forse perché giocando si impara molto (un riferimento per chi fosse interessato a questi temi è George Herbert Mead).

Se il gioco è un’attività così importante nello sviluppo personale allora ecco spiegato il passaggio che hanno compiuto anche due grandissime aziende: L’Oréal e Lego.

La prima azienda ha proposto ormai da un paio d’anni un gioco di ruolo on-line, REVEAL by L’Oréal collegato con i social network, con l’obiettivo di far conoscere il mondo L’Oréal, chiarire l’orientamento professionale dei giocatori e vincere ricchi premi: in funzione al punteggio ottenuto e alla propria posizione in classifica si può ambire a visitare la sede centrale dell’azienda a Parigi o ancor meglio a seguire per una settimana i top manager di L’Oréal durante le loro giornate e fare quindi un mini-stage ai massimi livelli di una grandissima multinazionale.

La seconda azienda, Lego, propone una linea di prodotti e di servizi dedicati all’innovazione della performance organizzativa. Lego Serious Play ha l’obiettivo di “dare una mano al tuo cervello” partendo dal presupposto (secondo me essenziale) che ciascuno, in un’organizzazione, può e deve sviluppare capacità per contribuire alla discussione, alle soluzioni e ai risultati aziendali. Lego Serious Play è un metodo di formazione e di conduzione di gruppi di lavoro che mira allo sviluppo del potenziale individuale e alla costruzione di un metodo di condivisione e costruzione di competenze di leadership.

Dove sta l’innovazione?

Queste due esperienze provengono da due organizzazioni enormi per dimensioni e per impatto sociale, tipicamente pensando ad aziende di questo tipo si pensa a diverse cose, fatturato, marketing e innovazione dei prodotti, ma difficilmente viene in mente un’innovazione di processo come quella di proporre selezione e formazione in modi così innovativi. Questo può far riflettere a fondo, quali possono essere i motivi per cui le grandi aziende si spingono in processi così innovativi? Quali necessità spingono dei marchi così affermati ad allontanarsi dal loro core business in questo modo? Una cosa sicura c’è. L’innovazione sta smuovendo molti diversi ambiti della vita della società: le imprese sociali, le pubbliche amministrazioni ma anche le organizzazioni di profitto. Forse dopo anni e anni di impegni profusi per raggiungere una status o una posizione di mercato, si comincia a pensare al proprio agire in funzione del cambiamento del “vecchio” in qualcosa di nuovo, mai visto o mai pensato (nella speranza che sia migliore).

Cosa c’entra questo con le imprese sociali?

Fingendo di non avere il problema del finanziamento (è un paradosso in questo momento storico ma è necessario per far girare le rotelle e lavorare su tutte le possibilità) è interessante ragionare sull’applicabilità di strumenti e logiche simili nelle imprese sociali:

  • è possibile? Credo di sì. Le imprese sociali si stanno sempre più attivando nei confronti di nuove possibilità di ampliare il loro ambito di lavoro e di ragionare sui processi interni alla loro organizzazione, è emerso anche al decimo workshop sull’impresa sociale che il mondo della cooperazione ha alcuni indicatori di sviluppo, ci sono assunzioni e fioriscono molte spinte innovative e il desiderio di lavorare in modo diverso e più performante.
  • Ha senso? Forse sì. Le due esperienze che abbiamo preso in considerazione sono entrambe in un certo senso sociali, REVEAL è un concorso che premia i più meritevoli, i più preparati e dà possibilità di accesso a chiunque (una speranza rara in Italia), Lego Serious Play sfrutta un approccio di condivisione totale e di crescita personale per tutti i partecipanti, con l’ottica del “tutti possono essere importanti, ascoltiamo il parere di tutti”.
  • Verrebbero accolte forme di selezione e formazione attraverso metodi innovativi? In alcuni casi, sopratutto in quelli in cui si instaura un circolo virtuoso. Se si selezionano persone da inserire e formare attraverso metodi innovativi queste saranno orientate alla novità e a ideare nuovi metodi ancora più sorprendenti ed estremamente innovativi e così via di seguito. Forse selezionare e formare talenti con metodi innovativi può essere terreno fertile per facilitare nuove culture di innovazione nelle imprese sociali.

Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione. (Platone)

Annunci

COOSS Marche al X Workshop sull’impresa sociale

Con l’intervento di Francesca Scocchera si chiude il ciclo di post dedicati alla sessione curata da Fai un Salto al X Workshop sull’impresa sociale.

Le parole di Francesca rappresentano un punto di arrivo importante, e dopo aver conosciuto gli innovativi progetti proposti dai relatori che l’hanno preceduta, ci permettono di riflettere sulla complessità che gli operatori affrontano quotidianamente sulla strada verso l’implementazione di questi progetti.

Prima di approfondire questi temi, però, sentiamo di cosa Francesca si occupa con i colleghi di COOSS Marche.

Come dicevamo l’intervento di Francesca, piuttosto che presentare un progetto specifico di innovazione tecnologica, vuole essere un modo per tirare le fila di quanto detto fin qui, portando in superficie i problemi concreti e ineludibili che nascono dalla necessità di far dialogare mondi con una storia e linguaggi spesso molto diversi.

Mapability al X Workshop sull’impresa sociale

Nel penultimo post della serie dedicata alla sessione “Fai un salto” del X Workshop sull’impresa sociale parliamo del progetto Mapability, il cui obiettivo è quello di creare delle mappe online contenti le informazioni più dettagliate possibili sulla accessibilità delle strade e, più in generale, delle città.

Lo scopo finale dell’impresa, che Riccardo Dondi ci spiega nel primo video, è quello di utilizzare le nuove tecnologie per rendere le città più sicure e vivibili non solo per i disabili, ma per tutti i cittadini.

Nel secondo e nel terzo video approfondiamo un paio di importanti pilastri teorici.
Da una parte la teoria dell’azione collettiva, per capire meglio cosa spinge una persona a dedicarsi a un’impresa del genere senza alcun apparente tornaconto diretto; dall’altra la piccola ma sostanziale differenza fra i concetti di crowdsourcing e quello di crowdteaming.

Nel quarto e ultimo video entriamo nel dettaglio del progetto, e vediamo più precisamente come vengono create le mappe e quali sono i risultati ottenuti dal lavoro dei gruppi di volontari.

Come già abbiamo accennato, e come appare evidente dalla esposizione di Riccardo, Mapability è un progetto che travalica la questione specifica della disabilità e si rivolge con forza a tutti. Una città più accessibile è una città più vivibile, e mappe come quelle che abbiamo appena visto possono fornire un aiuto enorme per la progettazione degli interventi alle amministrazioni comunali che abbiano davvero a cuore il benessere e la salute di tutti i loro cittadini.

La cooperativa O.R.So al X Workshop sull’impresa sociale

La quarta puntata dedicata al X Workshop sull’impresa sociale ci porta in Piemonte, dove la cooperativa sociale O.R.So ha ideato un portale per l’orientamento e la ricerca del lavoro.
Diversamente dai “soliti” Trovalavoro però, quello che ci presentano Michela Di Maio e Gabriella Vazzoler è un sito che punta tutto sulla scelta di associare al grande ventaglio di offerte e al controllo della loro affidabilità un fortissimo supporto degli operatori, che seguono gli utenti in tutte le fasi del loro percorso di ricerca e costruzione della posizione lavorativa.

Nel primo video Michela Di Maio ci racconta i motivi alla base di questa scelta, individuando gli elementi, interni ed esterni, che hanno portato la cooperativa allo sviluppo di questa piattaforma.

Vediamo ora nel dettaglio come funziona il portale, approfondendo le possibilità che offre agli utenti che vi si affidano in maniera anonima e a quanti invece scelgono di registrarsi lasciando i loro dati.

Il lavoro svolto da O.R.So ci offre la possibilità di riflettere su un aspetto fondamentale dell’innovazione tecnologica, ovvero la necessità di lasciare sempre bene in vista, dietro la facciata tecnologica, il volto umano dell’operatore, pronto in ogni momento a cogliere i bisogni dell’utente e accompagnarlo nella sua esperienza.

Nell’ultimo video, Gabriella Vazzoler mette sul tavolo un altro argomento importante, ovvero la responsabilità che gli operatori, di qualunque settore si occupino, hanno nei confronti dei loro utenti.
E’ l’obbligo dell’ascolto e dell’incontro con il loro mondo e, in questo caso, con i loro strumenti.

Inserisci il tuo indirizzo email e quando pubblichaimo un post, ricevi una notifica via email.
Comodo no?

Segui assieme ad altri 43 follower

Blog Stats

  • 27,665 hits
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: