you're reading...
Letture

Il Social Business NON è un’impresa sociale! Parola di premio Nobel.

Yunus

Poco tempo fa mi sono imbattuto in un webinar sul modello di social business del premio Nobel Muhammad Yunus.

Per prima cosa è necessario ringraziare l’organizzazione e il relatore dell’incontro, rispettivamente Volontari per lo Sviluppo e Eugenio La Mesa.

Il webinar è stato ricco di spunti e di esperienze interessanti, in questo post inizieremo parlando della differenza tra il modello del social business e l’impresa sociale, per altri spunti qui trovate lo storify dell’evento.

Il modello di Muhammad Yunus si compone di sette principi essenziali per un business di successo, ma prima di vederli: cos’è un social business? Un buon modo per scoprirlo è leggere il libro: “Building Social Business”, di Yunus, tradotto in italiano con il poco azzeccato titolo “Si può fare!“.

“Potremmo definire il social business come un’impresa che non produce perdite, non distribuisce dividendi e che opera esclusivamente per raggiungere un determinato obiettivo sociale.” (Yunus M., 2010 ‘Si può fare!’  p.18)

A partire da questa definizione il primo dubbio che sorge è relativo alla sostenibilità economica di un mondo in cui esista solo il modello social business. Il premio Nobel è chiaro, non è serio pensare ad un individuo mosso esclusivamente da motivi altruistici, ma nemmeno esclusivamente da desideri di massimizzazione dell’utile personale. Per questo, una teoria economica realistica deve tenere conto sia del modello di impresa for profit che di un modello altruistico.

Giusto di un non meglio specificato modello di impresa altruistica. Qui sorge il secondo dubbio, perché inventarsi il social business quando il mondo è pieno di ONG e di coop con fini sociali che operano con successo da tempo?

La risposta a questa domanda si può cercare leggendo e capendo i sette principi del social business proposti da Yunus:

  1. L’obiettivo dell’azienda è il superamento della povertà o la risoluzione di uno o più problemi sociali importanti come: istruzione, sanità, accesso alle tecnologie, ambiente. E non la massimizzazione dei profitti.
  2. L’azienda deve raggiungere e mantenere l’autosufficienza economica e finanziaria.
  3. Gli investitori hanno diritto solo alla restituzione del capitale inizialmente investito senza alcun dividendo.
  4. Quando una quota di capitale viene restituita, i profitti relativi restano di proprietà dell’azienda che li impiega nell’espansione e nel miglioramento della propria attività.
  5. L’azienda si impegna ad adottare una linea di condotta sostenibile dal punto di vista ambientale.
  6. I dipendenti dell’azienda percepiranno salari allineati alla media di mercato e godranno di condizioni di lavoro superiori alla media.
  7. E’ importante che tutto questo venga fatto con gioia.

Direttamente conseguente alla comprensione dei sette principi si possono spiegare i punti di svolta di un social business rispetto ad una generica impresa sociale:

  • Il social business deve raggiungere sostenibilità economica e finanziaria (principio 2): ciò vuol dire che un progetto deve avere un piano di sviluppo che gli consenta di pareggiare il bilancio nel più breve tempo possibile in modo da non richiedere investimenti e capitalizzazioni frequenti da parte dei soci.
  • L’azienda non distribuisce dividendi, questo accorgimento oltre a garantire l’accesso ai prodotti e ai servizi anche alle persone in difficoltà economica, grazie al reinvestimento dei profitti, consente una libertà di movimento senza pari da parte degli amministratori che non incorreranno mai nel conflitto di interessi tra garantire dividendi e perseguire l’obiettivo sociale.
  • Un ulteriore punto di svolta è il riconoscimento che gli impiegati dell’azienda lavoreranno a salari concorrenziali e soprattutto in condizioni lavorative superiori alla media, ciò dovrebbe garantire l‘attrazione dei talenti migliori e il mantenimento di uno spirito sociale profondo.

Building Social Business

Infine, se vi state chiedendo come sia possibile affascinare gli investitori per raccogliere il capitale iniziale senza promettere la distribuzione di dividendi allora ecco la risposta. I capitali si possono attrarre con la promessa del proprio agire sociale e con l’impegno a diventare sostenibili in breve. Detto altrimenti, il social business promette di servirsi di un solo investimento (o quantomeno di pochi investimenti iniziali) a fronte di continue ricapitalizzazioni tipiche di altre imprese sociali. Questo comportamento (che deriva dai principi 2, 3, 4) consente di liberare i fondi destinati agli investimenti successivi al primo, permettendo agli investitori di decidere liberamente come e se impiegarli.

Il libro segnalato qui a fianco contiene molti esempi di social business di successo, se proprio siete pigri ecco un link, Cure Thalassemia fondata proprio da Eugenio La Mesa (che vi racconteremo nel dettaglio in un prossimo post).

Se volete approfondire ulteriormente qui c’è il sito della sezione italiana delle attività di Yunus. Qui invece un intervento di Eugenio La Mesa che prova a raccontarvi quello di cui abbiamo parlato in questo post. E qui un altro esempio di social business di successo.

In conclusione vi racconto la vision di Yunus del mondo nel 2030 (è una vision e va presa come tale):

“Un mondo in cui non ci sia più neanche un povero, un mondo in cui gli oceani, i laghi, i fiumi e l’aria non siano più inquinati, un mondo in cui nessun bambino debba più andare a letto senza cena, un mondo in cui non capiti più di dover morire anzitempo per una malattia che potrebbe essere curata, un mondo che pensi alla guerra come cosa del passato, un mondo in cui si possano attraversare liberamente tutte le frontiere, un mondo senza più analfabeti e in cui le nuove tecnologie consentano a tutti un facile accesso all’istruzione, un mondo in cui i tesori delle nuove tecnologie siano a disposizione di tutti.” (Yunus M., 2010 ‘Si può fare!’ p. 252)

Credo che questo post offra molti spunti di riflessione su come un modello di impresa innovativa possa spingere ancor di più l’economia tradizionale verso una direzione sociale.

Alcune delle differenze tra social business e impresa sociale sono sottili ma hanno degli effetti fondamentali sul processo organizzativo e produttivo. Se possiamo essere sicuri dell’applicabilità del modello impresa sociale, grazie alle mille esperienze di successo che vediamo tutti i giorni, al contrario, il modello di social business non ha preso molto piede in Italia: mi piacerebbe sapere cosa ne pensate… Quali sono i motivi di questa difficoltà? E’ un modello che può funzionare? Avrebbe effetti positivi sulla società?

Annunci

Informazioni su nlocatelli

Laureato Magistrale in Psicologia dei Processi Sociali, Decisionali e dei Comportamenti Economici presso la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, vivo a Bergamo, mi interesso di consulenza, intervento e sviluppo organizzativo, amo la montagna e il mio cane. Sto svolgendo un il tirocinio professionalizzante per iscrivermi all'esame di stato.

Discussione

5 pensieri su “Il Social Business NON è un’impresa sociale! Parola di premio Nobel.

  1. Scusa ma dalla lettura del post non riesco a capire, in concreto, la differenza tra social business e impresa sociale: potresti sintetizzarla?

    Pubblicato da Flaviano | 1 febbraio 2013, 10:37
  2. Ciao Nicola, grazie per il post.
    Mi sembra importante credere nella possibilità di cambiare le cose, di adottare un sistema economico che non guardi esclusivamente al profitto individuale. Anche se il futuro prossimo fosse solo una minima parte di quello raccontato dalla visione di Yunus, sarebbe già molto.
    Non mi trovano d’accordo invece i punti 6 e 7:
    – i salari allineati penso dovrebbero considerare anche il merito e i diversi apporti che le persone sono in grado di dare all’organizzazione (non siamo proprio tutti uguali…).
    – la gioia (almeno per il significato che il termine assume in italiano), suona molto ‘New Age’ e secondo me è davvero troppo utopistica (troppo!) e forse nemmeno così funzionale. Diverso sarebbe se con ‘gioia’ s’intendesse engagement, piacere nello svolgere un determinato lavoro, passione per il proprio lavoro…

    Pubblicato da Anna Omodei | 3 febbraio 2013, 16:27
    • Ciao Anna, grazie a te per il commento.

      Innanzitutto condivido gli appunti che fai e provo a spiegare meglio: sicuramente con la parola che il traduttore del testo ha tradotto con: “gioia” nella versione in lingua originale si intende proprio engagement o qualcosa di assimilabile, inoltre il settimo punto non è proprio farina del sacco di Yunus ma è un aggiunta di un suo collaboratore, Hans Reitz.

      http://www.grameencreativelab.com/our-company/team/hans-reitz-founder.html

      Per quanto riguarda gli stipendi non mi sono spiegato bene, il punto 6 mi piace proprio perchè i dipendenti di un social business guadagnano quanto guadagnerebbero lavorando in un impresa for profit. Infatti con stipendi allineati si intende che un medico che lavora per Cure Thalassemia guadagna quanto un medico che lavora in una struttura for profit, equiparabile e nella stessa zona del mondo. Certamente questo medico guadagnerà più di un infermiere dello stesso social business, che a sua volta guadagnerà quanto un infermiere dipendente di un’altra struttura for profit.
      Questo, aggiunto al fatto di lavorare in condizioni migliori della media (sempre secondo il punto 6) può attrarre numerosi talenti!!!

      Spero di essere stato chiaro e di aver fugato qualche tuo dubbio.

      Pubblicato da nlocatelli | 3 febbraio 2013, 18:14

Trackback/Pingback

  1. Pingback: Cure Thalassemia, la storia di un social business che ha a cuore la salute dei bambini. | Fai un salto - 7 marzo 2013

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: