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Esperienze d'innovazione, Ragionamenti, tecnologie per l'impresa sociale

Intervista a Igor Guida

Igor Guida

Igor Guida

Oggi incontriamo Igor Guida, responsabile del settore Comunicazione ed Editoria per la cooperativa sociale Stripes di Rho.

Quella con Igor è stata una chiacchierata libera e ad ampio spettro, che ci ha permesso di toccare diversi temi particolarmente importanti per noi di Fai un salto.
Dal senso che una dotazione tecnologica all’avanguardia riveste per un’impresa sociale, passando per le difficoltà di comunicazione che a volte i mondi del sociale e della tecnologia incontrano quando cercano di parlarsi, fino ad arrivare a un un possibile scenario di collaborazione e sostegno fra tecnologia digitale e mondo della cultura.

Ciao Igor, innanzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista!
Potresti presentarti e spiegarci di cosa si occupa Stripes?

Stripes è una cooperativa sociale di tipo A che svolge attività di ricerca, consulenza, formazione, progettazione e gestione di servizi socio educativi nelle aree:

  • prima infanzia
  • minori
  • disabilità
  • immigrazione

Nata nel 1989, grazie al contributo delle pluriennali esperienze acquisite da un gruppo di formatori nell’ambito dei servizi alla persona, Stripes si è affermata nel corso degli anni come un interlocutore affidabile per le pubbliche amministrazioni ed i cittadini:

  • per la coerenza della sua identità culturale e produttiva di impresa sociale, cui è attribuito il ruolo di soggetto attivo di un’economia solidale e partecipata
  • per l’approccio progettuale innovativo e per la capacità di adattamento delle modalità e degli strumenti gestionali in contesti complessi
  • per la qualità certificata dei suoi servizi

Oggi Stripes rappresenta una realtà fortemente consolidata che, all’interno di un territorio ampio e in collaborazione con un elevato numero di Enti locali gestisce con molteplici modalità di intervento circa 30 servizi impiegando circa 450 lavoratori per più di 1600 utenti.
Tra le peculiarità di Stripes vi è sicuramente l’impegno nell’area informatica ed in quella editoriale.


In che modo Stripes ha scelto di utilizzare le nuove tecnologie? Come hanno cambiato il vostro lavoro?

Privilegiamo un lavoro di ricerca, formazione ed elaborazione dove la consapevolezza di dover tradurre nella pratica gli orientamenti teorici, ci porta a rifiutare soluzioni precostituite che non abbiano a fondamento un forte carattere multidisciplinare.
STRIPES, forte dello spirito di ricerca ed innovazione che da sempre la anima, si è posta il problema di intraprendere iniziative che avrebbero potuto caratterizzare in maniera innovativa i servizi erogati attraverso le piattaforme software ormai necessarie come compendio alla gestione di qualunque servizio. Mediante l’implementazione di idee e progetti elaborati dall’equipe psicopedagogica di STRIPES con il settore informatico interno che da anni opera anche nell’area della comunicazione a distanza, si è elaborato e posto le basi per ciò che oggi ha preso il nome di Marcovaldo-online, soluzione specifica per la gestione degli Asili nido, Tutela-online (per la gestione della Tutela minori), Trasporti-online (per la gestione del servizio trasporti), etc.
Per questo motivo e partendo da questi presupposti, nasce MOL-CMS: un framework ed un motore C.M.S. per la gestione di contenuti e la realizzazione di web-application verticali, che muove quindi dall’incontro di competenze diverse con il chiaro intento di fornire un prodotto che sia in grado di cogliere ed avvalersi di tutte le innovazioni che la tecnica informatica è in grado di offrire, senza per questo doverne essere fruitori passivi.
Abbiamo così potuto costruire un sistema che riflettesse le reali esigenze da noi individuate in anni di lavoro sul campo e siamo stati in grado di cogliere le problematiche centrali nella realizzazione di applicazioni di questo tipo, piuttosto che doverci piegare all’utilizzo di qualche strumento già esistente o progettato con sole competenze informatiche senza il supporto insostituibile di una equipe psicopedagogica.


Spesso chi si occupa di sociale lamenta una grande distanza fra il mondo degli operatori e quello della tecnologia, come se si trattasse di due popolazioni incapaci di comunicare tra di loro. Vi siete imbattuti nelle stesse difficoltà? Come le avete affrontate?

Diciamo che negli anni la distanza che pure esisteva è stata in gran parte colmata. Il lavoro di tutti gli operatori è mutato ed ormai per lavorare in Stripes è diventato fondamentale saper essere fruitori attivi delle nuove tecnologie ed ovviamente conoscere i nostri software. Dipende chiaramente dal tipo di lavoro svolto: gli educatori che lavorano con i giovani sono, ad esempio, in grado di utilizzare il web con progetti di radio streaming, usando quindi la radio come pretesto e mezzo per operare interventi educativi sui ragazzi. Le educatrici dei nidi sanno invece utilizzare la nostra piattaforma che permette di seguire con un portfolio dei lavori fatti e delle competenze acquisite, le evoluzioni dei bambini che frequentano i nostri asili nido. In generale possiamo sintetizzare dicendo che abbiamo sicuramente risolto la maggior parte della resistenza al cambiamento che tipicamente è riscontrabile in tutti i soggetti e non solo negli operatori del sociale.


Smartphone e tablet si stanno diffondendo in maniera sempre più rapida, e sembra che la fruizione dei contenuti si stia spostando sempre di più verso il mondo mobile. Hai anche tu questa percezione del mercato? Quali mezzi avete messo in campo a questo riguardo?

Assolutamente sì, e direi che il cambiamento è in atto già da tempo. Oltre a formare in maniera specifica alcuni nostri sviluppatori affinché fossero in grado di scrivere applicazioni per il mondo mobile, abbiamo iniziato già un paio d’anni fa a sviluppare APP legate al mondo dell’editoria.
Stiamo concludendo una piattaforma per l’editoria elettronica che consta di tre parti. La prima è un web-application che serve ad arricchire con contenuti multimediali un prodotto editoriale che sarà poi fruito da un device mobile. La seconda parte è l’APP vera e propria, disponibile per il mondo iOS (iPod/iPhone/iPad) mentre la terza parte sulla quale lavoreremo nel 2013 è la realizzazione della stessa APP per il mondo Android.
Il primo magazine multimediale che abbiamo realizzato è CultureLink come naturale evoluzione di Pedagogika.it, edita ormai dal 1997.


Con Booksweb.tv e CultureLink avete dato vita a due progetti che scelgono di riportare l’attenzione sulla produzione culturale e su un oggetto, quale è il libro, che sta attraversando un periodo di grandi difficoltà. Puoi raccontarci di cosa si tratta?

Fondata nel 1997, Pedagogika.it è il risultato di varie esigenze che sono maturate all’interno della cooperativa:

  • creare, a partire dal proprio patrimonio di esperienze, uno spazio di riflessione e confronto ampio e plurale sulle questioni relative ai settori dell’educazione e, più, in generale del sociale, affrontando trasversalmente e con approccio interdisciplinare i temi relativi alla gestione dei servizi, all’handicap, all’intercultura, all’educazione degli adulti, alla formazione di educatori ed insegnanti etc…
  • creare di pari passo uno strumento che consentisse la divulgazione del dibattito su tali temi
  • dotarsi di un supporto che rendesse conoscibili e riconoscibili, anche al di fuori dei contesti di intervento quotidiano della Stripes, i tratti fondamentali delle sue metodologie.

Questa esperienza ha dato vita al progetto CultureLink, che parte da questi presupposti orientandoli più al mondo magazine piuttosto che alla rivista scientifica. Infatti gli stessi argomenti vengono affrontati in modo più rapido e dinamico e sono corredati da immagini, video e contributi che arrivano dalla rete a dalle produzioni di altre realtà. CultureLink è un magazine mensile digitale per iPad di cultura, arte, società. Una grafica interattiva e l’integrazione qualificata tra testo, immagini, musica, video, rappresentano il punto di forza di questo prodotto editoriale.
Oltre a promuovere nuovi talenti nel campo della cultura e della creatività Italiana, CultureLink ospita video-interviste a scrittori ed intellettuali di rilievo internazionale. Seguendo i link si possono leggere gli articoli, guardare video-interviste, photo galleries, documentari e scoprire diversi eventi culturali in Italia ed in Europa.

Booksweb.tv è un progetto culturale ideato da Alessandra Casella per promuovere i libri e il piacere della lettura. La prerogativa di Booksweb.tv è quella di essere l’unica televisione interamente fatta dagli scrittori, ma in modo assolutamente orientato ai lettori. Moltissimi scrittori, su base volontaria e con grande generosità, prestano infatti il proprio tempo e la propria competenza per parlare dei libri di altri autori, in modo serio ma informale, mai autoreferenziale e con la giusta dose di ironia.
In 5 anni di vita, Booksweb.tv ha prodotto circa 4.000 video originali con migliaia di scrittori, dai big della letteratura mondiale ai giovani esordienti.


Che tipo di ruolo credi che le nuove tecnologie possano avere rispetto alla fruizione di contenuti culturali?
Pensi che possano in qualche modo aiutare a risollevare le sorti dell’informazione e dei libri?

Sul ruolo delle nuove tecnologie sono senz’altro fiducioso perché il panorama a breve e a lungo termine ci porta senz’altro interessantissime novità, sia inerenti i supporti dai quali fruiremo la cultura che riguardo al modo in cui  lo faremo. Le APP che abbiamo sviluppato e che stiamo sviluppando vanno senz’altro in questa direzione. Cosa molto diversa è invece credere che le sorti dell’informazione e dei libri possano essere risollevate dalle nuove tecnologie. Il mondo dell’editoria è molto complesso ed in Italia, in particolare, è concentrato nelle mani di pochissimi grandi gruppi che si spartiscono oltre il 90% del fatturato: farsi spazio è davvero arduo. Credo che un gran miglioramento lo si potrebbe avere se i fruitori dei contenuti culturali iniziassero a premiare/selezionare i prodotti/progetti più interessanti. E’ evidente che anche per un e-book, Mondadori è in grado di spendere decine, se non centinaia di migliaia di euro per promuoverlo, mentre Stripes Edizioni non sarà mai in grado di far conoscere nello stesso modo i propri e-book. Per assurdo, dunque, abbassandosi i costi di produzione, potremmo assistere al proliferare dei titoli, il che andrebbe sicuramente a discapito dei più piccoli e non certo dei più grandi. Ti faccio un esempio: oggi un grande editore sa che su un certo catalogo non ha convenienza a stampare perché venderebbe poche centinaia di copie a titolo; un piccolo editore con poche centinaia di copie a titolo ci campa. Laddove si affermasse come metodo principale la pubblicazione di e-book, che taglia i costi di ristampa, al grande editore converrebbe avere sempre a catalogo tutti i libri, spendendo di più in promozione quando dovesse aver bisogno di spingere qualche titolo, ma tagliando di fatto i piccoli, perché soffocati dal numero incredibile di titoli disponibili, quindi statisticamente introvabili… Pertanto, o i fruitori inizieranno a diventare consapevoli di questo e premianti rispetto a scelte qualitative, oppure i titoli che già su carta vendevano poco diventeranno appannaggio dell’autoproduzione, che è tutt’altro rispetto alla piccola editoria di qualità.

Ringraziamo Igor e Stripes, e per concludere vi lasciamo con i link diretti per scaricare le applicazioni che sono state presentate.

CultureLink per iPad
BookswebTV su Google Play Store
BookswebTV su Samsung Apps
BookwebTV su Amazon Kindle Fire
BookswebTV su LG World

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Informazioni su Luciano Barrilà

Psicologo. Sono socio di Pares, società cooperativa in cui mi dedico allo studio dell'innovazione sociale e dei rapporti in continua evoluzione tra esseri umani e tecnologie.

Discussione

Un pensiero su “Intervista a Igor Guida

  1. Aggiornamento del 2/03/2013

    Sono stati aggiunti i link per l’applicazione BookswebTV su Amazon App Store e LG Word 🙂

    Pubblicato da Luciano Barrilà | 2 marzo 2013, 16:55

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