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Quello degli eBook è un tema che abbiamo già avuto modo di trattare in passato, e che ci sta particolarmente a cuore.
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Far crescere la qualità nel sociale: una ricerca sull’innovazione informatica

La cooperativa sociale La Ringhiera (www.laringhiera.org) e Pares cooperativa di ricerca e consulenza (www.pares.it), grazie anche al finanziamento della Fondazione della Comunità Bergamasca (www. fondazionebergamo.it), hanno avviato una ricerca con quattro obiettivi:

  • conoscere la diffusione e l’impatto di strumentazioni informatiche e telematiche nell’ambito dei servizi alla persona (sociali, socio-educativi, socio-assistenziali e socio-sanitari);
  • rilevare quali ostacoli le organizzazioni e le figure impegnate nei servizi a diversi livelli operativi incontrano e quali resistenze sviluppano nei confronti di cambiamenti socio-tecnici che vedono l’innovazione dipendere dall’intreccio della cultura organizzativa con le potenzialità messe in campo dalle evoluzioni tecnologiche;
  • identificare come le novità tecnologiche possano essere adeguate alle esigenze di settori e di processi specifici propri delle attività sociali.
  • valutare quali possibilità e quali condizioni possono favorire l’introduzione di processi innovativi che si basano sull’impiego di tecnologie informatiche.

Di seguito mettiamo a disposizione alcuni materiali inerenti la ricerca:

Innovazione informatica nel sociale: resoconto di un seminario di studio

Giovedì 13 ottobre 2011, la cooperativa sociale La Ringhiera ha organizzato a Bergamo il seminario Innovazione informatica nelle cooperative e nei servizi sociali. Quali prospettive?

Una mattina nel merito delle questioni:

una ricerca (interviste, questionari e focus per cogliere difficoltà e disponibilità);

cinque contributi (Giorgio SordelliGianluca GibilaroBruno CantiniFlaviano ZandonaiEmidio Panna);

un dibattito ricco di spunti e di proposte.

Di seguito trovate il resoconto della mattinata. Si tratta di appunti appena sistemati ma non approvati dai relatori. Un punto di vista quindi, non una sintesi ufficiale (un racconto piuttosto) delle riflessioni che sono state proposte dopo la presentazione del rapporto di ricerca (scaricabile qui) curato insieme ad Anna Omodei.

Giorgio Sordelli: innovazioni informatiche: quali le resistenze e quali gli effetti in ambito sociale?

Mitizzare e demonizzare

Le tecnologie vengono mitizzate e contemporaneamente demonizzate. Ma le tecnologie non sono magiche. Le tecnologie funzionano se ci sono esseri umani e organizzazioni. Ma per ottenere buoni risultati dalle tecnologie, vecchie e nuove, è necessario ci sia un pensiero che ne indirizzi l’uso: prima vengono le strategie e poi le tecnologie.

Resistenze

“Abbiamo i postini, a cosa ci servono i telefoni?” questa l’espressione usata da un dirigente delle poste inglesi sul finire dell’800. Le grandi tecnologie sono quelle che cambiano radicalmente e permanentemente il nostro modo di vivere. Ma spesso non ci rendiamo conto dell’impatto delle nuove tecnologie (nel presente e nel futuro) perché guardiamo le tecnologie a partire dall’attualità e non dalle prospettive che possono aprire. Se ci pensiamo il fax è sembrata una tecnologia rivoluzionaria. In effetti lo è stata per una stagione brevissima, rivelandosi una tecnologia di transizione.

Boicottaggi

Le nuove tecnologie vengono spesso boicottate. In modi diversi. Direttamente, rigettando l’introduzione di nuovi strumenti: no al computer, no alla rete, e così via. Indirettamente, usando male le nuove opportunità o facendone un uso improprio, creando effetti negativi o controproducenti.

Formazione a distanza

La formazione è, tra gli altri, un campo di innovazione; la tecnologia incontra gli approcci alla formazione creando soluzioni inefficaci o moltiplicando le potenzialità. La formazione a distanza funziona a condizione che il docente sappia usare coerentemente la piattaforma, tecnologie, strumenti a disposizione, viceversa l’uso unidirezionale replica un modello formativo che nasce già desueto. La formazione a distanza apre all’apprendimento cooperativo, le relazioni sono al centro dell’apprendimento, i partecipanti sono chiamati a costruire conoscenze insieme, patendo dalle loro esperienze per creare conoscenze collettive. Si sviluppano così comunità di pratiche. La piattaforma diventa uno spazio di condivisione, di progettazione, di innovazione. Ma anche no.

Precomprensioni ostacolanti

Non abbiamo tempo da perdere, ci occupiamo di relazioni… questo a volte è l’atteggiamento di partenza. Il lavoro sociale viene contrapposto agli strumenti come se fossero già chiare le finalità del primo e gli obiettivi dell’introduzione dei secondi. La domanda chiave: “Tecnologia sì, ma per quali obiettivi?” viene bypassata. E con essa l’esplorazione dei processi di lavoro per verificare l’utilità di nuove tecnologie, di nuovi processi, di nuove conoscenze. Senza valutazioni prevalgono le precomprensioni che si impongono nella loro apparente autoevidenza. Chiedersi: come potremmo fare per introdurre nuove tecnologie? Quali inerzie incontreremo? Come accompagnare i cambiamenti? Possono essere domande inutili se non si esplorano pratiche e intenzioni del lavoro sociale.

Vantaggi tecnologici

In cosa le tecnologie possono aiutare? Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono intervenire per offrire informazioni a molti, rapidamente, promuovere la costruzione di conoscenza collettiva e rendere disponibili informazioni comunitarie; possono consentire di dare supporto e aiuto a distanza e favorire il miglioramento delle relazioni (si può stare in contatto, non perdersi di vista, interagire, progettare); con le tecnologie si può (in parte e a certe condizioni) lavorare da casa, ampliare le possibilità di conciliazione e liberare tempo per le relazioni. Continua a leggere

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