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Tecnologie e salute

Questa categoria contiene 3 articoli

Cure Thalassemia, la storia di un social business che ha a cuore la salute dei bambini.

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In questo post vi vogliamo presentare la storia di Eugenio La Mesa e di Cure Thalassemia.

Chi è Eugenio? Eugenio è un imprenditore sociale innovativo, ha alle spalle una carriera di 20 anni nell’Internet Marketing e nel software ed è vincitore del premio di Microsoft Italia per la soluzione Internet più innovativa. Co-fondatore e presidente di Cure Thalassemia, si occupa di social business sanitario in partnership con il Narayana Hospital di Bangalore, in India.

Cos’è Cure Thalassemia? Cure Thalassemia è un social business che si occupa di dare assistenza medica specialistica ai malati di talassemia (la più diffusa malattia genetica mortale del mondo con oltre 100.000 bambini morti ogni anno) nei luoghi più poveri del mondo, con l’obiettivo principale di offrire trapianti di midollo osseo (BMT) in modo finanziariamente autosufficiente, e migliorare la ricerca sulla cura della malattia.

Sodani e La Mesa

Eugenio La Mesa e Pietro Sodani

Ma come nasce questo social business? le idee migliori nascono spesso da incontri speciali. Eugenio, grazie alla sua passione per il sociale e all’amico ed ematologo esperto in BMT Pietro Sodani incontra la fondazione cure2children che si occupa di aiutare i bambini con malattie gravi nei paesi in via di sviluppo ad avere la migliore assistenza sanitaria direttamente nel loro paese formando e sostenendo professionisti localiGrazie al suo lavoro e alla sua collaborazione Eugenio si trova a viaggiare in Pakistan per conoscere l’operato della fondazione. Questo viaggio è stato cruciale perchè ha potuto incontrare la riconoscenza dei pakistani nei confronti della fondazione, inoltre, qualche mese dopo, in viaggio verso l’india ha incontrato il modello di social business acquistando e leggendo un libro di Muhammad Yunus, Creating a World Without Poverty.

La lettura non basta, Eugenio da buon imprenditore si mette in contatto con Yunus, attraverso la mail, riceve risposta e lo incontra in Bangladesh, insieme al fondatore di cure2children, Lawrence Faulkner, e all’amico Sodani. Da questo incontro il gruppo di Yunus e il gruppo della fondazione lavorano per scrivere il business plan per circa un anno. Ma come per tutte le imprese giovani e a maggior ragione per le giovani imprese sociali la strada è difficile e il gruppo di lavoro di cure2children preferisce abbandonare il progetto per percorrere altre strade. A questo punto Sodani e La Mesa rinunciano agli incarichi di collaborazione con la fondazione per provare a costruire il loro modello di impresa.

Passato un anno, a Roma, Pietro ed Eugenio incontrano a cena Chandrakant Agarwal, indiano, nonno di una paziente operata dal team di cui fa parte Sodani, gli raccontano la loro idea di business e nasce così il piano d’impresa di Cure Thalassemia, scarabocchiato su un tovagliolo di un ristorante e basato sui sette principi del social business di Muhammand Yunus.

La storia di Cure Thalassemia continua con una svolta importante quando il gruppo riesce a ottenere una collaborazione con il dottor Devi Shetty fondatore del più grande ospedale pediatrico cardiaco del mondo, sito a Bangalore in India, il Narayana Hrudayalaya Hospital.

Per Eugenio, come per tutti gli imprenditori è importante saper costruire un modello di business sostenibile e che garantisca all’attività sviluppo e successo, secondo i principi del social business, un attività dovrebbe diventare finanziariamente autosufficiente per raggiungere il proprio scopo sociale. Qual’è il modello d’impresa di Cure Thalassemia allora?

Il modello si fonda su due capisaldi: l’efficienza tipica del settore for profit e la solidarietà tipica del settore non profit, ma in quali termini? Il carattere distintivo di questo modello è il concetto di freemium, e nel dettaglio le seguenti caratteristiche:

  • consulenza gratuita via mail sulle procedure BMT a cura del dottor Sodani,
  • incontri programmati con gli esperti direttamente in india per consulenze gratuite e prime visite per potenziali pazienti,
  • i fondi per finanziare queste procedure, provengono dagli investimenti iniziali e dagli introiti per gli interventi di BMT su pazienti in grado di supportare il costo dell’operazione.

Queste tre basi fondamentali del modello consentono ai medici e ai collaboratori di garantire un intervento di BMT gratuito ogni quattro interventi retribuiti.

Cure Thalassemia è ancora nella fase iniziale dello sviluppo, del business, il modello sembra reggere e i contatti sulle pagine web e tramite i servizi freemium offerti sono in costante aumento, Eugenio dedica ancora la maggior parte del suo tempo al suo lavoro di web marketing ma nei prossimi cinque anni si impegnerà maggiormente nello sviluppo di Cure Thalassemia.

La storia di un social business come questo apre la strada a diverse riflessioni:

  • tutti possono diventare degli imprenditori sociali, serve solo una buona dose di passione e la capacità di sostenere una rete di contatti fondamentale per avere successo nella propria mission sociale.
  • non esiste un modello universale e universalmente corretto di impresa sociale, e non vale nemmeno la pena di limitare le possibilità di un gruppo di lavoro inquadrandolo necessariamente in una forma istituzionalmente riconosciuta. Esiste solo un modello valido, ed è il modello che consente al progetto di proliferare e aiutare il maggior numero di persone.
  • le tecnologie di condivisione digitali sono fondamentali anche per lo sviluppo delle imprese sociali e dei social business di tutti i tipi, Cure Thalassemia senza le competenze web dei suoi collaboratori non potrebbe offrire i servizi gratuiti di consulenza, né gestire gli appuntamenti per le prime visite gratuite che vengono prenotate da tutto il mondo.
  • esiste la possibilità di sviluppare un welfare sociale a partire da reti virtuali, a patto che si sia in grado di svilupparle anche sul piano reale, costruendo un sistema di competenze.
  • i social network possono essere molto utili per misurare e tenere traccia dei successi del proprio business sociale, è necessaria la consapevolezza che il social media world e le reti sociali reali su cui si basano la maggior parte delle imprese sociali sono sempre più compresenti nella realtà e che è necessario padroneggiarli entrambi per creare valore, sia economico (per garantire sostenibilità e finanziamenti ai propri progetti di welfare) che sociale (per aumentare il benessere della società).
Google Analytics per curethalassemia.org

Google Analytics per curethalassemia.org

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What the hell is a Twitter? Utilità dei social network in sala operatoria

Che cavolo è Twitter?

Grey’s Anatomy (la serie televisiva medical-romantica più amata del momento) stagione 7 episodio 13, il primario di chirurgia sta operando. Una schiera di specializzandi in sala operatoria twitta dallo smartphone tutte le fasi dell’operazione chirurgica; a questo punto il primario si “arrabbia”, pretende rispetto e chiede agli studenti di smettere di scrivere SMS nella sua sala operatoria. La risposta? “A dire il vero non stiamo scrivendo SMS, stiamo twittando” e di seguito la reazione del chirurgo che dà il titolo a questo post.

Da questa microstoria sorgono spontanee due domande:

  • cosa c’entra un post che inizia con il racconto di un episodio di una serie televisiva con un blog come Fai un salto?
  • cosa c’entra twitter con degli specializzandi in chirurgia in una sala operatoria?

Ecco la risposta alla prima domanda: il primario, fortemente contrario a twitter, incontra un momento critico durante un’operazione chirurgica, e grazie ai twitt dei suoi specializzandi in sala con lui, e ai loro follower da ospedali vicini, risolve la situazione avvalendosi delle attrezzature messe a disposizione da un ospedale della stessa città, il tutto organizzato tramite twitter.

Su “Fai un salto” si parla dell’utilità delle tecnologie per le imprese sociali, più utile di così…

A questo punto del post si potrebbe pensare che l’idea è quella di proporre twitter come mezzo di comunicazione istantaneo, dimenticandosi dell’esistenza dei telefoni, degli SMS ecc. Invece no, twitter non serve solo a mettere in comunicazione le strutture tra loro, ma ad educare su larga scala.

Nell’episodio, la promotrice dell’idea espone ripetutamente e chiaramente la mission di questo nuovo approccio: in una professione nella quale l’esperienza sul campo è una parte fondamentale, e nella quale non si può mai dire di “averle viste tutte”, twittare le fasi degli interventi critici permette a tutti gli specializzandi e a tutti i follower di accedere ad esperienze altrimenti estremamente elitarie e riservate e di apprendere da esse.

Alla fine dell’episodio la scena si chiude con un grande entusiasmo del primario che dopo lunghe ricerche tra i vecchi appunti di una collega trova un dettaglio relativo alla soluzione della situazione critica che aveva appena risolto e “ordina” alla sua collega di ricordarsi di twittare quel dettaglio a tutti i follower il prima possibile, perchè è giusto che tutti condividano le loro conoscenze.

Per non lasciare questioni in sospeso:

Ma è solo una finzione, non può accadere nella realtà!

Vi sbagliate, qui trovate un video di una notizia data dalla CNN risalente al 2009.
Mentre qui c’è la storia completa con twitt, immagini e video twittati un equipe americana, durante un operazione cardio-chirurgica reale su di un paziente reale solo 5 mesi fa.

Insomma, usare le tecnologie proficuamente, in campi lontanissimi da quelli per cui sono nate e con risultati sorprendentemente utili è possibile (e a volte anche divertente).

Qualcuno direbbe: “è proprio questo che intendo quando dico che dobbiamo fare un salto!”

Medicina e social network

Ecco i punti salienti di un interessante intervista a Dominique Dupagne realizzata da Francesca Barca che trovate sulla rivista Una Città.

La medicina 2.0

La medicina 2.0 non fornisce il rimedio “fai da te” bensì la possibilità di dialogare e confrontarsi su questioni legate alla salute propria o di altri, grazie agli strumenti messi a disposizione dal web. Molte persone, non solo perlustrano il web alla ricerca di informazioni sulle malattie, sui medicinali, sui conseguenti effetti collaterali, sulla miglior struttura cui rivolgersi ma desiderano condividerle, insieme alla propria esperienza, e riconoscersi in quella di persone con patologie simili. Provare per credere: Atoute.org, un forum attivo in Francia da 10 anni. Continua a leggere

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