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Tecnologie per la Scuola

Questa categoria contiene 4 articoli

Unizombie: Tecnologie digitali e formazione.

Zombie Aheads

Due premesse: questo post vuole essere un esperimento di content curation, un tema caldissimo in questo momento. Perché questa scelta? Perché di materiali relativi alle tecnologie digitali durante la formazione e al loro impatto sul lavoro nei gruppi ce ne sono a bizzeffe, ne abbiamo scritti molti noi su fai un salto e se ne trovano tantissimi cercando su google. Inoltre il tema è molto sfaccettato, e qualcuno dei lettori potrebbe già aver fatto delle riflessioni almeno su alcune delle implicazioni che sorgono.

Perchè Unizombie? La riflessione che sta dietro alla relazione tra tecnologie digitali e formazione nasce da una provocazione molto interessante, potete scoprire di cosa parlo leggendo l’introduzione alla serie originale Unizombie pubblicata qui.

Le tecnologie digitali influenzano la formazione scolastica, universitaria ed adulta?

Certamente se sfruttate nel modo più giusto le tecnologie possono migliorare un rapporto tra docenti e studenti oppure rendere più performante l’apprendimento, o ancora risvegliare le intorpidite menti degli adulti che non sono più abituati ad imparare.

iPad Project

Un esempio per le scuole primarie è youtube che si mette al servizio dei docenti e degli studenti per una migliore fruizione dell’insegnamento (reciproco?). Attenzione, le tecnologie vanno usate con consapevolezza e va evitato il rischio di comprare un tablet ai propri figli per “tenere il passo con gli altri”.

Anche i più grandicelli devono stare attenti all’influenza delle tecnologie nella formazione, e allora ben vengano le esperienze universitarie che vengono descritte da studenti e docenti impegnati nel lavoro con i gruppi e nel lavoro di gruppo.

E gli adulti? La tanto osannata formazione continua non dovrebbe tenere conto della crescita (o invecchiamento) continua delle persone? Alcuni comportamenti però sono talmente radicati nell’essere uomini e donne che possono essere veicolo di informazione privilegiato per facilitare l’apprendimento anche nelle persone che non ci sono più abituate. Ad esempio il gioco, che lo si consideri un innovazione tecnologica nella sua forma videogiocabile o che lo si riconosca anche negli adulti che costruiscono modellini di navi o piste per biglie si può rivelare un grande canale di apprendimento. Qualche grande azienda lo sa, Lego, L’oreal e Porsche ad esempio, e i consulenti scrivono anche dei libri come questo.

L’innovazione nella formazione, come quella proposta da Made For School  può essere un significativo esempio di come si possono applicare le tecnologie allo sviluppo di comunità di benessere collettivo e di come si possa sviluppare un welfare efficiente e che contribuisca allo sviluppo di una cultura di supporto sociale.

LSP

Scrivere in questo modo da forse l’impressione di copiare o di non dire nulla di più di quello che è già stato detto. La content curation invece è una cosa sottile che si deve allenare, come un grande chef sa benissimo in quale ordine di relazione e in quali proporzioni mescolare gli ingredienti di un piatto anche un buon post deve avere questo equilibrio, e proprio in funzione di questo equilibrio il post avrà un sapore differente ogni volta anche se contiene gli stessi ingredienti.

L’ultima riflessione va consegnata alla capacità del lettore di costruire una riflessione a partire da quello che legge. Scrivere post come questo è abbastanza semplice perché consente di costruire collegamenti interessanti tra argomenti altrimenti non vicini tra loro, l’autore deve raccogliere materiali e idee e proporre un percorso attraverso i materiali raccolti che sia guidato dalle sue idee. Però il lettore è obbligato a costruirsi la propria lettura, approfondendo o meno le scarne riflessioni cliccando sui link o aprendo google in un altra scheda del browser per fare ricerche ulteriori.

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Made for School, una start up che accompagna le scuole nel mondo digitale.

Oggi incontriamo Francesco Invernici che ci aveva già parlato del suo modo di vedere il co-working in questo post .

Questa intervista invece si concentra sulla sua ‘creatura’, Made for School della quale è co-fondatore.
Insieme a Manuel Meinardi, Francesco ha deciso di fondare una start-up che potesse colmare un vuoto di mercato, fornendo servizi alle scuole in modo specializzato.

Cos’è Made for School?

Made For School è una società specializzata nella ricerca, progettazione e realizzazione di prodotti e servizi innovativi rivolti al settore scolastico. Proposte studiate ad hoc per incentivare, agevolare e potenziare la comunicazione nel mondo della scuola aiutando gli istituti a perfezionare la propria immagine e la propria identità.

Come siete arrivati a fondare MFS?Annuari

L’idea nasce dalla lunga esperienza da studenti, ma sopratutto da rappresentanti, nel mondo dell’istruzione della bergamasca. Durante gli anni del liceo io e Manuel ci siamo scontrati spesso con grossi limiti quando tentavamo di promuovere iniziative nelle nostre scuole e così abbiamo pensato di riempire questo vuoto.

Cosa offre MFS ai suoi clienti?

Made for School propone servizi e prodotti indirizzati a due categorie di clienti:

  • Le scuole come enti istituzionali, ai quali offriamo la nostra esperienza nell’ambito della comunicazione, per l’organizzazione di eventi, open day e servizi dedicati alla gestione dell’immagine  pubblica dell’istituto.
  • Gli studenti, ai quali offriamo una serie di prodotti come gli annuari, l’abbigliamento personalizzato e i servizi che consentono di svolgere al meglio tutti i compiti dei rappresentanti degli studenti, come la raccolta fondi per iniziative o l’organizzazione di eventi; tutto questo corredato da convenzioni vantaggiose per gli studenti grazie alla collaborazione con partner locali e nazionali. Un ultimo prodotto di cui vado fiero è un sistema che premette ai rappresentanti di istituto e ai rappresentanti di classe di collaborare in modo interattivo e facilitare la comunicazione tra di loro.

TagQuali sono le scoperte più piacevoli che avete incontrato nel vostro percorso lavorativo?

La cosa che mi ha colpito di più è stato trovare uno spazio a misura di start-upper, in cui mi sono sentito incoraggiato ad esprimere le mie idee e i miei timori e proprio in questi ambienti ho anche trovato sostegno per risolvere i piccoli problemi di un impresa che nasce. In Talent Garden ho trovato terreno fertile per mie idee, sostegno per le mie possibilità e un sano realismo imprenditoriale.

Quali sono invece le difficoltà che vi hanno messo alla prova?

La prima grande difficoltà che abbiamo imparato a risolvere in MFS è stata quella di imparare a convincere le scuole che le tematiche della comunicazione vanno affidate a professionisti esperti dell’ambiente scolastico e non ad agenzie generaliste che non sanno cosa promuovere di un istituto per renderlo appetibile a famiglie e studenti.

Cosa significa innovare in un mondo come quello dell’istruzione italiana?

Per me innovare a scuola significa semplicità, significa far capire a chi vive la scuola che gran parte dei processi possono essere resi più efficienti di quello che sono e che fare questo renderebbe la scuola un posto nel quale si può davvero fare cultura e si può contribuire a sviluppare un senso di efficacia sociale più elevato. Innovare significa che se si può fare qualcosa per semplificare la vita di tutti gli utenti della scuola allora va fatto.

LogoPer concludere: quali obiettivi avete in mente per Made for School?

Ci piacerebbe diventare leader del mercato dei servizi alle scuole nei prossimi tre anni, e speriamo di aver bisogno di un corso di lingue, nel caso in cui volessimo esportare i nostri prodotti.

L’esperienza di Made for School può far riflettere su due aspetti:

  • il primo aspetto concerne la possibilità per dei giovani non solo di trovare un posto che li soddisfi nel mondo del lavoro, ma anche di costruirselo aiutare altri a fare lo stesso.
  • Il secondo aspetto riguarda l’annosa questione della scuola in Italia: all’interno di un organismo vecchio, statico e macchinoso ci sono forze agili, dinamiche e innovative che provano a farsi strada per ristrutturare il mondo della scuola rendendolo un incubatore di possibilità future per i bambini e gli adolescenti.

Workshop: digital heritage. L’evoluzione della memoria (1 febbraio 2013 – Università Bicocca)

Digital HeritageSegnaliamo un interessante workshop organizzato dall’Università di Milano Bicocca – cattedra di ‘Teoria e tecnica dei Nuovi Media e Tecnologie Didattiche’ e ‘Filosofia del diritto e Informatica giuridica’.

Scarica la locandina.

Tra i tanti interventi da non perdere anche quello di Luciano Barrilà, per Fai un salto: “Anche i librai fanno surf. Esercizi preparatori per affrontare l’onda digitale“.

Vi aspettiamo!

Coworking: Talent Garden, Uidu e Made For School, luoghi e relazioni generano innovazione sociale?

Questo post multimediale raccoglie quattro micro interviste a quattro abitanti di talent garden Bergamo, che con differenti modi di vedere e pensare, ragionano e lavorano sull’innovazione.

Alberto Trussardi e Roberto Ferretti sono i fondatori di TAG Bergamo, ma questo non significa solo organizzare le postazioni presenti e garantirne la sostenibilità, significa anche e soprattutto una mentalità innovatrice, una volontà di condivisione dei temi “caldi” dell’innovazione e lo sviluppo di una generatività sociale .

Andrea Vanini è uno degli co-fondatori di UIDU e l’abbiamo già conosciuto qui su fai un salto.

Francesco Invernici è amministratore di Made For School, e lo conosceremo prossimamente in un’intervista dedicata.

Talent garden è un luogo di coworking orientato sopratutto all’innovazione digitale, i suoi abitanti sono programmatori, amministratori, video maker e molte altre professionalità tecniche o meno. Curioso che due importanti start up, prodotto della collaborazione che abita questo spazio si rivolgano a temi sociali. A me viene in mente che il coworking, se gestito con i principi di condivisione vera, sia un metodo sociale di per sè, e quindi generi facilmente delle iniziative sociali. Sociali, non improduttive.

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